Martina, Romina e Valentina Togn sono le artefici del manifesto LOAL di Gaierhof, i vini cosiddetti a bassa gradazione alcolica naturale. Durante un pranzo stampa organizzato a Napoli da La Notizia 94, locale di proprietà della famiglia Coccia, ha avuto luogo un insolito abbinamento tra il disco di pasta lievitato più famoso al mondo e le nuove tendenze enologiche nate per venire incontro alle mutate scelte di mercato e, perché no, anche “salva patenti”.
La richiesta di prodotti di pronta beva, dal ridotto apporto calorico e dal facile compromesso con il cibo, ha conosciuto diversi risvolti comprese le bevande analcoliche che non dovrebbero avere l’indicazione di vino in etichetta. Il rispetto per le antiche tradizioni produttive e per il consumatore finale, che rischia di andare in confusione davanti agli scaffali o al tavolo di un ristorante, viene mantenuto da Gaierhof che anzi, con il fondatore Luigi Togn scomparso nel 2022, aveva anticipato quarant’anni fa nella proposta del Moscato Giallo le attuali tendenze.
Bassa gradazione alcolica naturale, acronimo dell’inglese LOAL, significa partire comunque da una base fermentata a cui aggiungere una quota di mosto dove la fermentazione non è stata ancora svolta. Il lavoro inizia in vigna con la selezione delle partite d’uva da vendemmiare anticipatamente, per evitare aumenti nella concentrazione zuccherina e il valido bilanciamento tra sensazioni eccessivamente fresche e diluite e la carica fruttata glicerica delle versioni normali, resta il vero ostacolo che ogni cantina deve affrontare.
Le figlie di Luigi hanno creduto fortemente nel progetto al punto da realizzare tre versioni a tutto pasto, dal bianco a base di Pinot Grigio e Chardonnay al rosato blend di Schiava e Lagrein entrambi con un residuo zuccherino di 15 grammi/litro per finire sul vino dolce da Moscato Giallo con 60 grammi/litro di residuo e contenuto Vol non superiore ai 9.5° totali. La storica sede aziendale a Roverè della Luna convoglia il raccolto di oltre 100 conferitori privati dagli appezzamenti di Ala – Avio fino ad Egna, Valsugana, Val di Cembra e Val di Non.
Di Gaierhof, infine, la prima pressa orizzontale e la prima filtrazione a cartoni in Trentino, da autentica cantina bianchista. Gli abbinamenti gastronomici di Marco Coccia, figlio di Enzo che ha scritto la storia della pizza a Napoli, sono risultati stuzzicanti e ben in linea con il tema dell’incontro. Dall’aperitivo di benvenuto, una sorta di padellino crunch ripieno di provola di bufala, mortadella e pesto di pistacchio di Bronte, alla degustazione di tre pizze quali la “Enzo” con mozzarella di bufala affumicata, pomodorini datterini, ricotta di bufala, rucola e scaglie di parmigiano o il “Ripieno Classico Napoletano”, straordinario e perfetto sia con LOAL bianco che rosato per gli ingredienti tra fior di latte, ricotta di bufala, salame, pomodoro e pecorino romano.
Gran chiusura con la regina “Margherita” dove tutto è possibile specialmente la preferenza di vini meno possenti per non precludere le fragranze dell’impasto diretto e delle materie prime a chilometro zero. Il LOAL Moscato Giallo Dolce è stato invece proposto in compagnia con il Saltimbocca con marmellata artigianale di albicocche del Vesuvio.
Luca Matarazzo Giornalista- Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - Relatore corsi per la Campania.. Ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Vincitore del Trofeo Montefalco Sagrantino edizione 2021 e del Master sull'Albana di Romagna 2022, Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale.
Aggiornamenti continui sul mondo dell'enogastronomia






