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Valpolicella – Terre di Leone, quando Classico significa il meglio della tradizione

Terre di Leone rappresenta il progetto di valorizzazione di Chiara Turati e Federico Pellizzari per il territorio dove vivono: Marano di Valpolicella.

Nel cuore della Valpolicella Classica, Marano è quella vallata che confina con Negrar ad est e Fumane ad ovest.

Federico è  proprio di Marano, il suo legame con il territorio è così forte da trasparire dalle sue parole nonostante la sua timidezza di fondo. All’estremo opposto c’é Chiara, arrivata in Valpolicella alla fine degli anni ’90, che da subito è rimasta affascinata da questa terra e da colui che sarebbe stato nel futuro socio e compagno di vita.

La loro è la storia di due persone decise, concrete, fortemente ancorate alla famiglia d’origine.

Decidono di vivere in questo territorio e fondare Terre di Leone, un progetto che viene alla luce nel 1996 e che ha l’ambizione di valorizzare questa valle attraverso quei vini potenti ma allo stesso tempo eleganti, che sanno affrontare lo scorrere del tempo senza pregiudizio alcuno.

7 ettari vitati, di cui 4,5 di proprietà, con l’obiettivo di poterli aumentare in un futuro assai prossimo. La prima annata di Amarone è del 2005,

I vigneti, sono in parte allevati a guyot, su terreni ricchi di tufo,  i restanti a pergola sui terreni calcarei. Piantati ad alta densità (circa 7000 ceppi ettaro), così da poter limitare le rese per ciascun piede, al fine di esaltarne la migliore espressione produttiva. Un’attenzione particolare è stata rivolta in fase di impianto alle varietà di uve, Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara e Oseleta, integrando tutte quelle tipiche con le vecchie varietà autoctone storicamente allevate in zona classica, nel rispetto del disciplinare di produzione.

La vendemmia è caratterizzata dalla precisa selezione dei grappoli e viene eseguita in ottobre, rigorosamente a mano. Le uve vengono sistemate in fruttaio, la stanza più alta della cantina, per l’appassimento. Il fruttaio è moderno dove la funzione della tecnologia è quella di ricreare le condizioni ambientali tipiche degli inverni della Valpolicella Classica, solo e quando esternamente non sono così. Le uve destinate alla produzione dell’Amarone riposano fino a 120 giorni, da fine ottobre ai primi di marzo, esattamente come faceva nonno Leone.

La cantina è stata concepita per lavorare con la gravità, strutturando la vinificazione in varie altezze, permettendo di non stressare l’uva (e successivamente il vino) con passaggi e movimenti troppo bruschi; il non utilizzo di pompe per la movimentazione di pigiati, mosti e vini, permette un notevole risparmio di energia elettrica. Il vino decanta in modo naturale, dopodiché viene trasferito nelle stanze dedicate all’affinamento in legno (bottaia). Vengono utilizzate botti da 25 e 10 ettolitri e tonneaux (500 litri) in rovere francese.

I vini affinano da 8 mesi a 7 anni. Dopo l’imbottigliamento il vino riposa in bottiglia da un minimo di 4 mesi fino a 3 anni prima di entrare in commercio.

L’azienda produce complessivamente 50 mila bottiglie.

Abbiamo avuto modo di degustare i prodotti delle due linee dell’azienda, RePazzo e Terre di Leone, la prima che vuol essere più pronta e facile rispetto alla seconda che vuole esprimere appieno le caratteristiche del territori di Marano attraverso i vini che vi si producono.

Ecco le nostre considerazioni sui vini assaggiati:

Linea RePazzo

 

Mappale in Rosa 2023: vinifica esclusivamente in acciaio con una produzione di 2 mila bottiglie l’anno ed è caratterizzato da una sapidità imponente ed una buona progressione del sorso. Chiusura su sentori floreali e speziati.

Valpolicella Classico 2023: sentori di frutti rossi, spezie e macchia mediterranea. Il sorso è avvolgente, elegante, mostra carattere, lunghezza gustativa e chiude su ricordi minerali e fumé.

Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2022: Materia, succosità, eleganza sono in evidenza, il sorso risulta levigato e fresco allo stesso tempo, con un lungo finale incentrato su sensazioni fruttate e speziate.

Valpolicella Classico Superiore Ripasso 2011: vino che gioca su sentori balsamici e di incenso, a cui si accompagna eleganza e freschezza. Finale lungo incentrato su note balsamiche e speziate.

Valpolicella Classico 2012: Incentrato su sentori minerali e speziati. Vino in perfetta forma nonostante gli anni, con freschezza e sapidità ancora in evidenza. Elegante e persistente.

Amarone della Valpolicella 2020 (campione di vasca): Sentori di ciliegia e spezie rappresentano il suo biglietto da visita. Una beva avvolgente ed elegante con ricordi balsamici e minerali ne caratterizza il sorso. Il finale insiste su ricordi minerali e iodati.

Amarone della Valpolicella 2017: si presenta con note balsamiche e di  frutti rossi e con un sorso sapido, iodato, ma poco complesso. Chiude su ricordi di macchia mediterranea.

 

Linea Terre di Leone

 

Dedicatum igt 2019: incentrato su ricordi di frutti rossi e spezie. La beva risulta comunque piacevole nonostante una tendenza amaricante.

Valpolicella Classico Superiore 2018 : sentori di frutti rossi e spezie anticipano un sorso sapido, suadente e succoso, che termina su note di lamponi e iodio. Elegante e persistente.

Valpolicella Classico Superiore 2014: profilo organolettico succoso e speziato con cenni di liquirizia. Freschezza e ricchezza caratterizzano l’assaggio. Naso leggermente evoluto ma bocca golosa.

Valpolicella Superiore Ripasso 2019: sensazioni di frutti rossi e succo, ma anche ricordi agrumati. Buona materia e lunghezza iodata. Ottima progressione balsamica, floreale e minerale.

Amarone della Valpolicella 2013: elegantissimo con sentori di spezie, frutti rossi e piacevolissima mineralità. Fresco, sapido, lunghissimo (chiusura di tabacco e chiodi di garofano). In una forma invidiabile.

Amarone della Valpolicella 2012: classe da vendere con sensazioni di frutti rossi maturi, sapidità e straordinaria eleganza. Intramontabile.

Amarone della Valpolicella 2006: capolavoro assoluto, ancora succoso, mostra ricordi  di pepe, agrumi e tabacco. Il sorso è sapido, fresco, avvolgente e chiude con un lunghissimo finale balsamico e speziato.

Recioto della Valpolicella 2019: sapidità e freschezza sono al centro dell’assaggio, insieme a sensazioni speziate e di frutti rossi. La dolcezza è perfettamente bilanciata.

 

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