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SICILIA – VINACRIA 2026: LA SICILIA DEL VINO INCONTRA IL MONDO

A Radicepura, il 15 e 16 novembre, oltre 100 realtà del vino si incontrano per la terza edizione di Vinacria Wine Fest. La Sicilia resta al centro, ma apre il confronto con altre realtà italiane e con grandi territori internazionali, dallo Champagne all’Oltremare. Un progetto che sceglie di non raccontare soltanto la Sicilia, ma di metterla in dialogo con il mondo.

La Sicilia non vuole più essere soltanto una destinazione da scoprire. Vuole essere un luogo da cui partire. È questa la visione con cui nasce la terza edizione di Vinacria Wine Fest, in programma il 15 e 16 novembre 2026 a Radicepura, Giarre.

Dopo le prime due edizioni a Siracusa, Vinacria cambia luogo, scala e prospettiva. Oltre 100 realtà tra produttori siciliani, italiani e internazionali si incontreranno in Sicilia, insieme a Champagne, Spirits e territori d’Oltremare, trasformando il festival in una piattaforma di confronto che parte dall’isola per aprirsi al mondo.

Non un semplice festival che ritorna, dunque, ma un progetto che prova a cambiare il modo in cui la Sicilia racconta il proprio vino.

«Per molto tempo abbiamo raccontato la Sicilia come un luogo da raggiungere. Con Vinacria vogliamo iniziare a raccontarla come un luogo da cui partire. Il mondo del vino oggi non ha più confini rigidi: ci sono nuove generazioni, nuovi linguaggi, nuovi territori e nuove comunità che si incontrano. Vogliamo portare tutto questo in Sicilia, senza perdere ciò che ci rende unici. Anzi, mettendo la nostra identità al centro del confronto», afferma Giada Capriotti, ideatrice e anima di Vinacria Wine Fest.

Nel 2024 Vinacria aveva riunito oltre 60 cantine, con l’obiettivo di mettere in dialogo le diverse anime del vino siciliano. Nel 2025 i produttori erano diventati oltre 80 e il festival aveva introdotto il concetto di POP – Popular, Accessibile, Inclusivo, Autentico.

Nel 2026 quella intuizione diventa una vera direzione progettuale.

Perché il vino può essere autorevole senza essere distante, colto senza essere elitario, contemporaneo senza perdere profondità. «POP per noi non significa semplificare il vino. Significa renderlo più vicino. Significa parlare anche a chi non conosce ancora questo mondo, senza rinunciare alla qualità e alla complessità. Vogliamo che il vino torni a essere cultura, curiosità, convivialità e soprattutto relazione», continua Capriotti.

È una filosofia che attraversa l’intero progetto: il vino viene raccontato attraverso le persone che lo producono, i paesaggi da cui nasce, le generazioni che lo stanno cambiando e le contaminazioni con cultura, gastronomia, turismo, sostenibilità e lifestyle.

La presenza di realtà internazionali non è quindi un semplice ampliamento dell’offerta: È parte del racconto.

Lo Champagne, le realtà italiane e i produttori internazionali diventano interlocutori della Sicilia: non territori da mettere in competizione, ma esperienze da far incontrare. La Sicilia rimane il cuore di Vinacria, ma sceglie di non guardare soltanto verso l’interno.

Da qui nasce una delle caratteristiche più distintive della terza edizione: portare il mondo in Sicilia per raccontare meglio la Sicilia al mondo.

In un calendario regionale già ricco di appuntamenti dedicati al vino, Vinacria sceglie così di costruire una propria identità: una piazza contemporanea del vino, capace di mettere nello stesso spazio produttori, sommelier, ristoratori, buyer, distributori, giornalisti, professionisti dell’ospitalità, wine lover e nuove generazioni. Non soltanto degustazioni, bensì, ma una comunità di persone che si incontrano intorno al vino e alle trasformazioni che lo stanno attraversando.

La scelta di Radicepura, a Giarre, rafforza questa visione. Un luogo immerso nel paesaggio mediterraneo e nella cultura della biodiversità, dove il vino può essere raccontato non come elemento isolato, ma come parte di un ecosistema fatto di territorio, agricoltura, paesaggio e cultura.

Questa visione trova espressione anche nella ricerca scientifica e nella salvaguardia del patrimonio viticolo. Il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente (Di3A) dell’Università di Catania, che ha concesso il patrocinio a Vinacria 2026, contribuisce a rafforzare il dialogo tra ricerca e mondo produttivo.

“Il patrocinio del Di3A a VINACRIA 2026 riconosce il valore del festival per la crescita della vitivinicoltura siciliana ed etnea. In collaborazione con IRVO e Consorzio Etna DOC, il Dipartimento è impegnato nel recupero e nella valorizzazione dei vitigni autoctoni etnei a rischio di erosione genetica, che a Vinacria saranno protagonisti di degustazioni di vini da microvinificazioni in purezza. Un’occasione per valorizzare la biodiversità etnea, rafforzare il dialogo con il mondo produttivo e favorire la crescita professionale delle nuove generazioni”, afferma Elisabetta Nicolosi, presidente del Corso di Laurea in Viticoltura, Enologia ed Enomarketing del Di3A dell’Università di Catania.

Il percorso di Vinacria prenderà avvio il 14 novembre al Castello San Marco Charming Hotel & Spa, a Calatabiano, tra Taormina e l’Etna. Principesca dimora barocca di fine Seicento, fatta costruire nel 1689 per volontà del principe Gravina Cruyllas, il Castello sarà Main Sponsor della manifestazione e ospiterà l’anteprima stampa, trasformandosi per l’occasione in un hub culturale dedicato all’incontro tra vino, memoria e gastronomia. Nella suggestiva cornice del palmento ottocentesco della tenuta, il programma prevede la proiezione del docufilm Moto Perpetuo, dedicato alla vita di Marco De Bartoli, e una degustazione del Vecchio Samperi, espressione della sua visione enologica. La serata proseguirà con una cena stampa esperenziale al ristorante Giardino di Pietra, dove lo chef Giuseppe Bonaccorso reinterpreta la gastronomia siciliana in chiave contemporanea. Un’apertura che intreccia storia, cultura del vino e identità gastronomica, anticipando il dialogo tra radici siciliane e respiro internazionale che caratterizza Vinacria.

Il programma della terza edizione è stato costruito proprio attorno a questa idea, con masterclass, degustazioni e momenti di approfondimento dedicati ai grandi temi del vino contemporaneo e al dialogo tra territori.

Tra gli appuntamenti in programma troveranno spazio anche alcuni momenti dedicati alla cultura, a temi sociali e alla memoria del vino siciliano, al confronto con grandi territori internazionali e alle nuove generazioni della viticoltura.

«Vorremmo che chi arriva a Vinacria non venisse semplicemente a bere dei vini. Vorremmo che uscisse dalla Sicilia con una storia da raccontare. E per chi vive qui potesse, allo stesso tempo, scoprire il mondo senza dover andare altrove. Questa per noi è l’idea di festival: creare connessioni che continuino anche quando le due giornate sono finite», conclude Giada Capriotti.

Il 15 e 16 novembre 2026, a Radicepura, Vinacria sarà quindi un punto d’incontro tra territori, generazioni e culture del vino.

La Sicilia del vino incontra il mondo.

E il mondo, per due giorni, arriva in Sicilia.

VINACRIA WINE FEST 15–16 novembre 2026 Radicepura – Giarre (CT)

A QUESTO LINK IL PROGRAMMA : https://vinacriawinefest.it/programma-2026/

 

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