Sono stata qui a giugno con il sole estivo che adornava le vigne. Ho scoperto così la terra di Isolabella della Croce e la sua essenza piemontese. Ora si sono aperte le porte dell’autunno e la vigna sta donando i classici colori caldi sulle foglie.
Eccomi qui, rilassata sul letto di una camera del wine-resort a Loazzolo, immersa tra bosco e viti storiche di Moscato. Il sole sta volgendo al tramonto mentre io condivido con voi le mie sensazioni. Sono arrivata in questo luogo e ho ammirato la nuova mostra temporanea tra quadri immersivi, opere scultoree strabilianti, calamitanti, e scatti fotografici moderni. Si tratta della nuova esposizione “This Must Be The Place” inaugurata a settembre e curata dalla Galleria Ferrero. Nuvole di colori ed emozioni immerse nella natura e nel vino tra materiali, incisioni pittoriche e scatti. Dopo una dolce notte nella quiete di queste colline naturali, ho potuto scoprire di nuovo i vini di Isolabella della Croce e ammetto, dopo la precedente esperienza, tutto ha acquistato un sapore e un’intensità maggiori.
L’azienda
Isolabella della Croce nasce nel 2001, quando Lodovico Isolabella decide di dedicarsi con passione alla produzione di vini, coltivando i vitigni di Pinot Nero, Chardonnay, Sauvignon, Barbera, Moscato e Riesling. L’idea vede come fulcro la totalità della natura tra boschi, vigneti, percorsi naturalistici ed esperienze correlate, tanto da avviare il progetto “Terra Protetta” che prevede una coltivazione senza l’utilizzo di prodotti chimici, parallelamente, valorizzare questi terreni con pendenza superiore al 50% che caratterizzano questa zona. L’interesse non è incrementare il terreno vitato, ma preservare l’equilibrio del paesaggio e rappresentare il territorio. Sulle pendici più alte e ripide, che raggiungono i 550 metri di altitudine, trovano posto Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling e Pinot Nero mentre sulle colline più dolci vengono coltivati Barbera e Moscato, che danno origine, tra gli altri, ai vini Nizza DOCG e Canelli DOCG. Tra i cru spicca “La Vela”, un vigneto di Pinot Nero a pochi passi dalla cantina, impiantato nel 2007, il cui nome si addice perfettamente dato che questo appezzamento incanta e sembra un anfiteatro naturale sulla valle del Bormida, a soli 30 km dal mare. Qui il terreno è sciolto, magro e calcareo; caratteristiche che generano un vino di grande tensione minerale e profondità aromatica, considerato una delle espressioni più rappresentative di Isolabella della Croce e che vede anche un primo riconoscimento nel 2015 (riconfermato ogni anno fino ad oggi) con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso conferiti all’etichetta più rappresentativa della Cantina, il Bricco del Falco. Altro vigneto adiacente alla struttura – nonché con le vigne più vecchie – è quello dedicato al Moscato di Canelli. Oggi ufficialmente riconosciuto come Canelli DOCG, è un pregiato vino bianco dolce e aromatico piemontese, ottenuto esclusivamente da uve Moscato Bianco. Oltre ai vini Isolabella della Croce produce anche il Vermouth di Torino IGP sia bianco che rosso.
Da più di vent’anni l’azienda si affida alla competenza dell’enologo Andrea Elegir che ha anche brevettato il metodo Vinooxygen: una tecnologia sviluppata per limitare l’ossidazione del mosto durante la separazione dalle fecce e preservarne così il patrimonio aromatico. Lo scopo è non modificare l’identità del vino, ma proteggerla. In questo modo si riducono i fenomeni ossidativi così che ogni vino possa esprimere con maggiore precisione il proprio patrimonio aromatico e il carattere del territorio da cui nasce.
La degustazione
Ginevra Alta Langa DOCG 2021
75 % Chardonnay e 25% Pinot Nero
40 mesi sui lieviti
Un calice persistente, salato e cremoso. Al naso i sentori di miele e di crosta di pane.
Piemonte DOC Sauvignon Blanc 2025
100% Sauvignon Blanc
Per questa referenza, il mosto viene lavorato con Vinooxygen in acciaio – che ne esalta profumi ed aromi – e proviene da una vigna influenzata sia del mare, sia dalla montagna che dal vento. Sono proprio questi aspetti ad caratterizzare maggiormente l’aromaticità dell’uva. Si tratta di un vino dal colore delicato, molto profumato ed aromatico. In bocca sembra di poter sentire la polpa dell’uva. Un calice cremoso, da degustazione.
Piemonte DOC Riesling Renano 2021
100% Riesling Renano
Le uve fanno solo Vinooxygen in acciaio per 5 anni, un lungo invecchiamento che lo rende più acido e con più corpo rispetto al bicchiere precedente di sauvignon blanc. Non ha nessuna presenza di carbonica. Al naso una nota di rosmarino e lime; al palato verticale e un po’ troppo asciutto.
“Solum” Piemonte DOC Chardonnay 2024
100% Chardonnay
Il mosto fa 1 anno legno esausto di rovere, con sospensione lieviti. Qui il colore è un giallo più marcato, al naso sentori di frutta esotica mentre, al palato, si percepisce subito una nota marcata di vaniglia.
“Bricco del Falco” Piemonte DOC Pinot Nero 2021
100% Pinot Nero
È un blend di tre vigne poste in zone differenti con esposizioni al sole diverse. Le uve fanno Vinooxigen in botti di legno da 33 ettolitri per 2 anni. Poi riposano in acciaio 1 anno e poi un anno in bottiglia. Al naso una nota di frutta rossa. Al palato fresco e delicato. Adatto sia al pesce sia alla carne bianca.
L’annata 2021 ha conseguito i Tre Bicchieri nella edizione 2026 del Gambero Rosso, e la Standing Ovation nella Guida ai Migliori Pinot Nero d’Italia 2026 di Vinodabere (qui la Guida Completa: https://vinodabere.it/guida-ai-migliori-pinot-nero-ditalia-2026-la-guida-completa/)
“Serena” Barbera d’Asti DOCG Superiore 2022
100% Barbera d’Asti DOCG Superiore
Le uve, provenienti dallo stesso vigneto sito a Calamandrana, invecchiano in legno per 2 anni. 80% barrique da 3 ai 5 mila litri legno usato e il restante 20% in botti di legno nuovo. Dopo questo tempo, vengono unite. Qui il colore è più scuro e carico. Al naso è profumato e si sente la prugna. Al palato si avverte una leggera sensazione tannica.
“Augusta” Nizza DOCG 2020
100% Barbera
Le uve fanno 3 anni in tonneau. In questo vino, dal colore tendente al violaceo, si sente meno il frutto e più la componente del legno. Un calice più strutturato e scuro, dalle note cariche. Qui il tannino è ben evidente con una marcatura decisa.
“Superlodo” Monferrato DOC Rosso 2020
50% Barbera di Nizza, 20% Pinot Nero, 15% Merlot, 15% Cabernet Sauvignon
Le varie uve, separatamente, fanno 2 anni in barrique. Dopo questo tempo, vengono unite e fanno altri 2 anni in bottiglia prima della commercializzazione. Al naso si percepiscono i frutti di bosco e delle note speziate. In bocca è avvolgente, caldo, complesso. Un vino sicuramente da degustazione.
“Solìo” Loazzolo DOC Vendemmia Tardiva 2010
100% Moscato
Prodotto dalla vigna più vecchia della proprietà e non viene prodotto tutti gli anni. Le uve appassiscono in vigna per 2 settimane. Dopo la raccolta, riposano in un magazzino su dei graticci/fruttai. Dopo la pressatura, il mosto fa due anni in botti di legno esausto e poi ancora un riposo in bottiglia. La presenza di muffe nobili dona complessità al calice. Al palato risulta cremoso ed avvolgente, con una nota sapida che non asciuga la beva. Un vino che starebbe bene anche con i risotti e i formaggi erborinati.
Vermouth Bianco
50% Moscato d’Asti e 50% Cortese
Nato da 28 componenti tra erbe e spezie. Risulta delicato e non stucchevole. Non facile da bere liscio, ma ben adatto nella mixology.
Vermouth Rosso
100% Cortese
Qui si trovano una decina di spezie e aromi. Questo vino fortificato risulta piacevolmente amaro, dal color caramello e con una punta salata. A mio modesto parere, per gli appassionati, è ottimo anche da bere puro.
Nata in mezzo alla vigna, cresciuta con la passione per la scrittura e la curiosità di scoprire ogni aspetto e ogni peculiarità dei vini. Veneta d'origine, trapiantata da quasi diciotto anni in Lombardia tra vino e cibo. Ho scritto per una guida gastronomica locale e per la rivista "Vini e Cucina Bresciana". Il vino non manca mai nella mia quotidianità e penso che sia arte di condivisione e passione. Sui miei canali social tratto di ogni aspetto enogastronomico che mi appassiona e che trovo affine al mio modo di percepire queste realtà.
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