È un giorno verso la fine del mese di settembre, sono immersa nel traffico dell’autostrada e poi delle provinciali che devono condurmi ad una cantina; ho paura di arrivare in ritardo dati gli imprevisti trovati lungo il tragitto. Sono nervosa. Svolto a destra, poi a sinistra e le case mi abbandonano. Di fronte si apre una sorta di ampia vallata contornata da verdi vigneti e boschi in lontananza. Inizio a percorrere l’ultimo tratto, la strada è sterrata e circondata da viti; ultima leggera curva e una villa mi lascia senza parole. Il nervosismo si è dileguato ed io mi sento molto più rilassata. Sono finalmente arrivata a Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani, nota anche come Villa Mosconi Bertani.
Si tratta di una splendida villa veneta neoclassica del XVIII secolo situata a Novare di Negrar, nel cuore della Valpolicella. La tenuta fu edificata a partire dal 1735 per volere del conte Giacomo Fattori, in una valle ricca di acque e circondata da un ampio brolo di 22 ettari racchiuso da mura. L’incanto iniziale prosegue durante la passeggiata negli spazi interni e nel giardino con lago e casa del tè. L’ispirazione è dichiaratamente palladiana, impreziosita da sale interne riccamente affrescate e sculture. Il giardino è un angolo di paradiso tra vigna, laghetto e alberi rinfrescanti. Dal 1957 la proprietà appartiene alla famiglia Bertani, che oggi con Giovanni e Guglielmo continua la tradizione vinicola e la valorizzazione culturale del luogo. La produzione di vino in questa struttura ha radici antichissime, documentate già nel Cinquecento, e si avvale di un fruttaio storico e di una bottaia monumentale settecentesca.
Inoltre, la tenuta e la sua storica cantina sono celebri per aver visto nascere l’Amarone nel 1936, contribuendo in modo fondamentale alla storia della moderna enologia veronese. Oltre alla storica sede di Negrar, l’azienda possiede un’estesa proprietà di oltre venti ettari a Colognola ai Colli, dove nascono vini bianchi e rossi di grande eleganza come Soave DOC (da Garganega), Merlot, Chardonnay, Cabernet Franc, Syrah e Sauvignon Blanc. A Negrar, dove mi trovo io, l’anima è dedicata ai grandi rossi: Amarone della Valpolicella Classico Superiore DOCG, Valpolicella Ripasso Superiore DOC e Valpolicella Classico Superiore DOC.
La visita
Sono varie le esperienze da poter fare in questa realtà; ciò che non manca è sicuramente la possibilità di coniugare storia, cultura e vino attraverso le visite della villa prima di accomodarsi a degustare i vini. Si attraversano l’edificio storico, e il brolo e i vigneti recintati, dove ogni filare racconta una storia di dedizione e di legame con la terra. Le guide accompagnano i visitatori tra le sale affrescate e il Parco Romantico, luogo di ispirazione per poeti e intellettuali del passato. Il percorso continua nello storico fruttaio, dove le uve destinate all’Amarone riposano pazientemente durante il processo di appassimento, per poi condurre alla monumentale cantina sotterranea, una vera chicca per gli appassionati, dove il silenzio e le stupende volte custodiscono i segreti dell’invecchiamento e del tempo coccolando il mosto per anni.
La filosofia produttiva della Tenuta Santa Maria si fonda sulla valorizzazione delle varietà autoctone e sul rispetto delle peculiarità di ogni vigneto. Ogni parcella viene gestita in modo indipendente, con interventi minimi in cantina per preservare l’autenticità del territorio rispettando tutto ciò che da secoli rende questi vini così rappresentativi e valoriali. Il terreno è prevalentemente calcareo e con marne che assicurano un ottimo drenaggio e spingono le radici in profondità dove il sottosuolo presenta strati argillosi che trattengono la giusta riserva idrica nei periodi secchi. I vigneti del brolo si trovano tra i 120 e i 220 metri di quota nella valle di Negrar, con parcelle più alte disposte su terrazzamenti esposti a sud-est.
Vedere dal vivo sia il Brolo Basso – adiacente al giardino – e il Brolo Alto – sempre all’interno delle mura ma posto ad altitudine differente e con una vista magnifica sul versante opposto di questa micro-vallata – ha significato poter constatare davvero lo studio, il rispetto e il valore che impiega la famiglia per far sì che sia la vigna a parlare attraverso la bottiglia.
La degustazione
Lepiga Soave Doc 2025
100% Garganega
La fermentazione avviene in vasche d’acciaio e successivamente un delicato bâtonnage su fecce fini. Colore giallo paglierino intenso e profumi di pesca, pera matura e mandorla, offrendo in bocca una sapidità elegante e una mineralità. Adatto ad un aperitivo.
Torre Pieve Chardonnay Igt 2024 e 2008
100% Chardonnay
Una parte dell’uva fa solo acciaio mentre l’altra metà fa barrique di rovere francese con bâtonnage per circa 6 mesi. Dal colore più fresco e limpido, questo vino stimola la beva ed ha un’acidità che spicca molto. Al palato, inizialmente si sentono i sentori di crema di limone, pesca e burro. Ha un buon potenziale d’invecchiamento.
Pragal Rosso Verona Igt 2024
60% Corvina, 20% Merlot, 20% Syrah
Nasce da uve a bassa resa, una parte raccolte fresche e l’altra leggermente appassite. Qui troviamo un colore intenso tendente al violaceo. Al palato risulta fresco, pieno e con una punta acida. Al naso si sente la nota di ciliegia e di prugna. Risulta un vino avvolgente e caldo, ma senza un tannino prevaricante.
Valpolicella Classico Superiore Doc 2024
70% Corvina, 15% Corvinone, 10% Rondinella, 5% Oseleta
Questo vino fa un anno di botte di rovere. Qui si sente maggiormente l’affinamento in botti di rovere che dura circa 14 mesi (prima di fare qualche mese in bottiglia). In questo vino troviamo maggior struttura, ma anche freschezza. È la concreta espressione della fusione di queste uve autoctone. Al palato il tannino è morbido ma “lascia il segno” e domina il frutto come il mirtillo.
Valpolicella Ripasso Classico Superiore Doc 2022
75% Corvina, 15% Corvinone, 10% Rondinella
Questa tipologia fa prima circa 15 giorni di macerazione e fermentazione in contenitori di acciaio inox (ogni vitigno separato) e la seconda fermentazione sulle vinacce di Amarone ed invecchia due anni in grandi botti di rovere di slavonia. Al naso si percepisce un sentore di cannella e già la presenza del tannino. Predominano la prugna e la ciliegia. Al palato è caldo, avvolgente e con una buona parte acida.
Amarone della Valpolicella Classico Riserva Docg 2020
75% Corvina, 10% Corvinone, 10% Rondinella, 5% Oseleta
Qui le uve fanno un appassimento per circa 2/3 mesi su arelle. Dopodiché un mese in contenitori di acciaio inox dove avvengono la macerazione e la fermentazione (sempre con le uve divise per varietà). Dopo di che vi è un lungo invecchiamento di 5 anni in botti di rovere di slavonia. Per questo vino vengono scelti i grappoli migliori adatti all’appassimento. Al palato si presenta cremoso, avvolgente ed intrigante. Adatto ad una degustazione con presenza di risotti e formaggi.
Amarone Classico Riserva Brolo dei Poeti Doc 2007 e 2010
70% Corvina, 10% Corvinone, 20% Rondinella
Appassimento, macerazione e fermentazione sono identiche a quelle dell’Amarone della Valpolicella Classico Superiore Docg, cambia poi l’invecchiamento che è in sempre in botti di rovere di slavonia ma per 16 anni e poi fa un affinamento in bottiglia di 24 mesi. Qui si sentono spiccate le note di liquirizia, pepe e noce moscata. Al palato risulta longevo e fresco; la beva è ancora fresca e molto elegante.
Decima Aurea Merlot Igt 2020 e 2009
100% Merlot
Parte delle vigne fa un appassimento di circa 1 mese, mentre l’altra viene raccolta in fase di surmaturazione. Una percentuale fa acciaio inox e poi un invecchiamento di circa 14 mesi in barrique di rovere francese. Il colore è di un rosso rubino molto intenso. Al naso è complesso e dominano il rabarbaro e la vaniglia. Qui il tannino è importante, ma equilibrato ed è sempre presente una nota acida e sapida.
Recioto della Valpolicella Docg 2022
70% Corvina, 20% Corvinone, 10% Rondinella
Qui l’appassimento delle uve su arelle dura circa 5/6 mesi. Prosegue poi in acciaio inox, sempre con le uve divise per varietà e invecchia in botti di rovere francese per 2 anni. A questo vino non manca sicuramente il riflesso granato. È un calice complesso con spiccati sentori di mora e amarena. Al palato è carnoso, con una parte dolce ma non prevaricante. Lascia una piacevole nota speziata e floreale che avvolge la bocca.
Infine, l’assaggio dei vini che stanno ancora riposando nelle varie botti.
Valpolicella Ripasso Classico Superiore Doc 2025 e 2023 dove il più giovane ha un carattere intenso, mentre l’annata 2023 ha un sentore molto floreale. Amarone della Valpolicella Classico Riserva Docg 2024 e 2023. Il 2024 risulta molto intenso e rappresentativo del vino. L’annata 2023 è speziata, con note di fiore, secca e morbida molto simile alla medesima del Valpolicella. Decima Aurea Merlot Igt risulta intrigante e floreale, da continuare a degustare. Recioto 2023 è una coccola vellutata, non stucchevole.
Nata in mezzo alla vigna, cresciuta con la passione per la scrittura e la curiosità di scoprire ogni aspetto e ogni peculiarità dei vini. Veneta d'origine, trapiantata da quasi diciotto anni in Lombardia tra vino e cibo. Ho scritto per una guida gastronomica locale e per la rivista "Vini e Cucina Bresciana". Il vino non manca mai nella mia quotidianità e penso che sia arte di condivisione e passione. Sui miei canali social tratto di ogni aspetto enogastronomico che mi appassiona e che trovo affine al mio modo di percepire queste realtà.
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