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Vite da vino, vite di_wine

La giornata della Domenica, generalmente è dedicata per seguire le partite, per andare nei centri commerciali, per recarsi nel pomeriggio o al cinema, oppure al teatro. Bene, l’ultima opzione è quella che ho scelto per Domenica 19 Marzo, recandomi presso il teatro “Il Gatto Blu” di Catania, ad assistere ed a partecipare ad una manifestazione dove i protagonisti principali non erano i soliti attori, ma bensì erano dei vini con i loro produtttori.

Una delle sale dove si è svolta la manifestazione

Tutto nasce da un’idea di un gruppo di giovani che appassionati di vino, si cimentano nel far conoscere la Sicilia attraverso aziende vinicole ubicate in zone diverse della regione. Si cerca di mostrare le diverse sfaccettature di ogni singolo territorio proprio tramite i vini che si producono. In particolare parliamo delle provincie di Trapani, Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa. E proprio in virtù di questa idea e di questa passione, per far conoscere le piccole realtà vitivinicole locali delle varie provincie della Sicilia, è stata organizzata una manifestazione nella quale è stato possibile assaggiare e poter discutere con i produttori o chi per loro, che ha fatto passare un paio d’ore in un ben che non si dica, come assistere ad uno spettacolo teatrale piacevole e divertente, come dire da “bere tutto d’un fiato”.

I banchi di assaggio

A parte il voler assaggiare e degustare qualcosa che ancora non si conosce, la cosa interessante è stata quella di mettere tutte assieme le aziende che vengono rappresentate da La valigia di Bacco, in modo tale da poter capire e valutare le varie sfumature e differenze che vi sono fra i diversi modi di lavorare nonchè “interpretare” il vino ed allo stesso tempo far conoscere dei vini che nella maggior parte dei casi essendo produzioni di modeste quantità (per alcuni si ha un prodotto complessivo di 4.500 bottiglie in un anno), difficilmente si possono degustare e conoscere. Un argomento culturale, come è giusto che sia, far avvicinare le persone al mondo enologico, mettendo a disposizione diversi tipi di vino, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità. Il tutto svolto con la massima parsimonia ed economicità, ma in un ambiente accogliente.

Isabella Viola

Non nascondo il fatto che alcune aziende mi erano sconosciute, altre le avevo sentite, ma non avevo avuto la possibilità di degustare i loro prodotti ed altre hanno voluto omaggiare questi valorosi e volenterosi ragazzi, dando in anteprima (vedasi Aldo Viola e Francesco Guccione) dei nuovi prodotti che ho avuto la fortuna di poter degustare. Tutto questo fa comprendere la passione dedicata per organizzare una serata del genere e per come una volta tanto, sia stato il vino ad andare incontro al consumatore, dandogli la possibilità di poter valutare, scegliere, conoscere e decidere. Di seguito i vini di alcune aziende della serata.

Fausta Mansio

Apollo 2015

  • Apollo 2015 – Grillo

Colore giallo dorato. I profumi olfattivamente sono ben percepibili, macchia mediterranea, menta, origano. In bocca ha una bella freschezza. Buona persistenza, notevole progressione.

Micol 2015

  • Micol 2015 – Moscato secco

Visivamente ha un colore giallo scarico. Profumi di erbaceo e di floreale. Sapido e fresco. Buona persistenza, progressione nella norma.

Abbazia San Giorgio

Bianco Orange 2016

  • Bianco Orange 2016 – Zibibbo secco

Il colore ambrato, funge da presentazione di orange wine. Il corredo aromatico spazia dal floreale (ciclamino, zagara) per passare al fruttato (pesca sciroppata) per concludere con note iodate. Gustandolo si capisce che è un vino di personalità, con pienezza e freschezza. Grande persistenza e progressione.

Cantine Marilina

Ruversa 2012

  • Ruversa 2012 – Nero d’Avola

Si presenta visivamente con un rosso purpureo. Sentendolo olfattivamente nel calice si percepiscono sentori di pomodoro, noce moscata e confettura. In bocca è fresco, i tannini vengono “addomesticati” dall’alcolicità, non è il Nero d’Avola che è impegnativo da bere, ma si lascia apprezzare proprio per questa “sua” eleganza. Grande persistenza.

  • Fadelie rosato – Nero d’Avola spumantizzato

Ha un colore rosa carico. Il suo corredo aromatico è di profumi fruttati di fragola e mirtillo, passando poi alle note floreali. Rotondo in bocca, ben bilanciato. Buona progressione.

Francesco Guccione

  • T 2014 – Trebbiano

Ha un giallo dorato nel calice. Bouquet di tutto rispetto, dalla frutta sultanina si passa alla frutta a polpa bianca (pesca, mela) per arrivare alla nota terziaria (pepe bianco). Rotondità e pastosità lo contraddistinguono. Buona persistenza.

  • Machado 2016 – 50% Trebbiano, 25% Nerello mascalese, 25% Perricone

Un color fragola lo fa sembrare più un rosso scarico che non un rosè. I sentori che trasmette sono del vegetale (pomodoro secco), del fruttato (fragola e mirtilli), per chiudere con lievi sentori di frutta secca. La freschezza fa da apripista, mettendo in minoranza i tannini e il grado alcolico. Un pò di pazienza per poter degustare un bel prodotto nel “suo” stato di equilibrio.

Aldo Viola

  • Biaco Viola 2016 – 40% Grillo, 40% Cataratto, 20% Grecanico

Un giallo ambrato dà la sua presentazione visiva. Il Cataratto fa la sua parte a livello olfattivo con dei profumi floreali, un lieve accenno di affumicato dato dal Grillo e una nota iodata ben presente. La compostezza e la linearità che ha in bocca non lo fa sembrare uno dei classici vini muscolosi di Aldo Viola. Persistenza buona, progressione costante. Una vera e propria sorpresa che ha dato Aldo Viola in anteprima.

 Funaro

  • Terre dei grilli 2014 – Perricone

Colore rosso rubino lucente. Sentori di ciliegia e di note di noce moscata, con un lieve finale di erbaceo. Piacevole in bocca con una freschezza che non dispiace e che non lo rende stancante. passaggio in botte, ben fatto.

  • Pinzeri 2014 – Grillo

Giallo paglierino. Gli aromi che riesce a dare sono quelli tipici del vitigno, affumicatura, con un correddo di macchia mediterranea e nota iodata. Grande struttura e pienezza si hanno in bocca degustandolo. La compostezza viene data dall’acidità ma soprattutto dalla gradazione alcolica (14,5% vol.) che lo rendono un buon vino.

Fabio Cristaldi

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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