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“UN VIAGGIO IN MAREMMA” QUINTA PUNTATA: GLI ASSAGGI “EN PRIMEUR” DI SEQUERCIANI

Una piccola oasi di felicità in terra di Maremma. Questo è l’incipit ideale per cominciare il nostro percorso nella più magica delle degustazioni che un critico possa fare: gli assaggi dei campioni di vasca dell’azienda Sequerciani.
Come Virgilio per Dante, anche io ho un traghettatore di eccellenza, l’enologa Laura Zuddas, esperienza e competenza al servizio di Sua Maestà il vino.

Cresciuta sotto l’egida del prof. Scalabrelli, un autentico luminare nel settore, dopo aver perfezionato alcune esperienze estere (in particolare in Germania), attualmente cura diverse realtà in Toscana e nella promettente realtà del Kosovo (con vitigni dai nomi stravaganti come Tamianica, Moscato Blu ed il Sila nato dalla ricerca di un professore di origini serbe).


Tiene banco il Direttore Paolo Menichetti, designato dallo svizzero Ruedi Gerber, a far crescere questa bellissima realtà nata fuori dagli schemi delle imprese vitivinicole locali.
Perchè l’importanza di assaggiare vini (e in alcuni casi mosti in fermentazione), prima ancora che vengano imbottigliati? Semplicemente per capire appieno la qualità delle uve prodotte, scevra da decantazioni e stabilizzazioni di sorta. Se il prodotto è valido già durante questa fase delicatissima (al di là di qualche non perfetto aroma di gioventù), significa che il lavoro svolto in vigna è stato ben eseguito. Pertanto, si eviteranno dolorose “toppe a colori” successive in cantina.


Il benvenuto comincia col botto da uno spumante ancestrale, ovvero metodo “col fondo”, da uve Montepulciano, ancora senza un battesimo ufficiale. Il misuratore di pressione indica che ormai siamo pronti alla messa in commercio, evidente anche dalla maturità di bocca espressa su note prevalentemente floreali e di piccoli frutti rossi di bosco. Quindi a breve scoprirete il lieto evento.


Proseguiamo con il Verment’Oro 2019 assaggiato sia in contenitori di terracotta, sia in barrique di rovere francese ed (udite udite) anche una di castagno. Se è vero che in cantina bisogna fare il meno possibile, è proprio qui che la mano dell’enologo si fa sentire nella gestione dei blend nati dalle microvinificazioni.

Laura ci fa letteralmente sognare; ogni vasca ha un suo quibus che unito agli altri rende il prodotto completo, longevo, perfetto. Il colore ben rappresenta l’oro del nome, ma i sentori non sono quelli di un banale Vermentino. Sono invece declinati su mimosa, fiori di acacia e frutta agrumata. Un pompelmo giallo, che si unisce a mela golden e spezie bianche sia morbide che piccanti. Se non fosse per lo scarno quantitativo sarebbe intrigante ipotizzare una etichetta proveniente esclusivamente dalla vinificazione in castagno, di straordinaria potenza, intensità e persino lieve astringenza finale (che non guasta).
Siamo di fronte alla massima espressione di naturalità, di biodinamica fatta con gli attributi, che possiamo rinvenire anche nel Ciliegiolo succoso, denso e carico di frutta polposa sfiorante albicocche mature, per non parlare invece di un Sangiovese più snello, senza quella carica antocianica a volte invadente di altre zone limitrofe (siamo tra Ribolla e Gavorrano a pochi chilometri da Grosseto) e con richiami di arancia sanguinella e pepe nero. Lo stesso che abbiamo rinvenuto nitido nel Syrah, estremamente elegante e tipico.

Anche questo non sorprende; da tempo realtà come Conti di San Bonifacio con il loro “Sustinet” stanno nobilitando la produzione dei frutti di questo nobile vitigno.
Lievemente indietro invece il Pugnitello che necessita di ulteriore tempo per completare la fermentazione. Sono in corso inoltre esperimenti con altri vigneti storici toscani, spesso bistrattati dal mercato, come il Foglia Tonda dagli esuberanti sentori erbacei.
Chiudiamo il percorso con l’assaggio dell‘Aleatico in varie fasi di residuo zuccherino, che stupisce per una freschezza sovrastante note troppo sdolcinate, di buon augurio per una annata, la 2019, a dir poco strepitosa!

 

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Scritto da

Luca Matarazzo Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale

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