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Slow Wine 2016 : un evento che è stato non solo una passarella per vini e aziende ma una lezione di vita per ciascuno di noi

La guida Slow Wine 2016

La presentazione della guida Slow Wine 2016 , si tiene questo anno nella città di Montecatini in Toscana,
Sin dalla mattina tutto fa presagire che sarà un evento che sarà diverso dal solito, ricco di successo e accolto in una atmosfera idilliaca dove tutti i presenti godranno della sua energia.
Il sole e la temperatura  sono diversi dal quella che avvolge il resto d’Italia, come se una cupola protettiva abbia voluto avvolgere il territorio toscano separandolo da tutto il resto .
La presentazione della guida, per gli addetti ai lavori, per la stampa e per i produttori, che sono la colonna portante della stessa, avviene con un susseguirsi di interventi e emozioni che non ho mai visto.
La presenza dei co- redattori della guida, Giancarlo Gariglio e  Fabio Giavedoni , di Gad Lerner in veste di semplice viticoltore e non di affermato giornalista ,  di Luciano Pignataro, elemento di spicco nel panorama giornalistico della rete e non,  vede la conclusione nella figura di Carlo Petrini, che propone  un discorso che non è solo attinente alla guida, ma alla nostra realtà quotidiana e al modo di intendere il territorio, la vita e la famiglia in un contesto sociale che oggi si sta manifestando con difficoltà , perché combattuto da una società il cui fine ultimo è il denaro.

Carlo Petrini e Luciano Pignataro al centro della foto

Il discorso di Petrini  deve far riflettere perché considera il vino e le aziende un elemento importante della società e come tale deve restituire parte dei successi a chi gli ha permesso di ottenerli, in questo caso al territorio, sia a livello monetario sia a livello di attenzione, alle persone che vi collaborano, che vanno trattate con il dovuto rispetto senza sfruttarli mai  e da ultimo alla famiglia che compone la struttura portante dell’azienda, perché l’azienda vinicola come ogni azienda sana deve essere il collante delle generazioni , dove gli anziani hanno il coraggio di cedere ai giovani la loro creatura, permettendogli di sbagliare, ma contemporaneamente supportandoli nel bisogno.
Ai giovani ricorda di ascoltare gli anziani e di continuare a studiare e ad informarsi perché occorre sempre essere umili e desiderosi di sapere , le generazioni passate e future hanno bisogno le une delle altre per tenere viva una luce che in questo mondo sempre più rivolto verso il denaro rischia di scomparire,
Il denaro non è l’unico scopo della vita ma solo il riconoscimento di un percorso il cui obiettivo è di vivere meglio insieme agli altri.
Egli crede che in futuro si debba rafforzare l’economia locale, perché se non si è forti a casa propria non lo si potrà mai essere nel Mondo, cosi prima si esportare un vino occorre venderlo nel luogo dove viene prodotto e solo dopo distribuirlo.
Il vino va capito per quello che vale e non per quello che costa ” questo è il messaggio finale che Carlo Petrini ha voluto trasmettere a tutti i presenti e, tramite loro, anche a coloro che non lo erano, affinché ci si approcci al modo vinicolo con una visione sociale e non consumistica che,invece,  pian piano sta prendendo sempre più piede.
Parliamo ora di alcuni dei vini assaggiati, senza classifiche o graduatorie, perché l’insieme dei vini presenti nei banchi di assaggio era veramente di livello altissimo.

i banchi di assaggio nel colonnato delle terme

Iniziamo a dire che i banchi di assaggio erano inseriti nella splendida cornice delle Terme del Tettuccio di Montecatini e i tavoli dove erano posti i vini scorrevano ai lati dei diversi colonnati che  arricchendo questo splendido edificio vanto della città.
La mite temperatura rendeva ancor più piacevole avvicinarsi e parlare con i diversi vignaioli presenti, che con grande amore e pazienza erano disponibili verso tutti, perché elemento essenziale di una festa che Slow  Wine ha saputo organizzare in modo magistrale .
Iniziamo:

i vini di Vigna Petrusso


Vigna Petrusso – Schioppetto di Prepotto 2011
Al naso frutta rossa, spezie , in bocca una bella nota sapida un tannino delicato e un finale di pepe.

Schioppetto Collio bianco 2014

Schioppetto – Collio bianco 2014
Un vino complesso , ricco ma di grande armonia, al naso frutta matura, miele e fieno, in bocca la grande beva e persistenza ben si fondono con una notevole freschezza

Bassosu . cannonau di sardegna riserva 2010

Barrosu – cannonau di Sardegna Riserva 2010
Al naso  note di arancia , prugna, pesca, note di brace e  macchia mediterranea
In bocca da il meglio di se per la sua eleganza accompagnata a potenza e persistenza , un grande vino

Barolo bricco delle Viole – Vajra



Vajra – barolo Bricco delle Viole 2011
al naso una nota erbacea che ben si integra con frutta rossa, all’assaggio appare molto equilibrato con una bella freschezza pur evidenziando la sua gioventù.

La lista dei vini potrebbe continuare all’infinito , il barolo di Mascarello,, il Cenito di Maffini, il barolo Bussia di Fenocchio, il brunello di Montalcino di Sesti, il Furore bianco di marisa Cuomo e tanti tanti altri.
Pertanto vi invito a procurarvi la guida per scoprire non solo i vini rappresentativi della penisola italiana, ma per sapere di ognuno di questi il loro metodo di lavorazione e il territorio dove hanno sede le aziende.
Daniele Moroni

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Scritto da

Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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