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“SEMPLICITÀ, NATURA, ESSENZA!” VIGNAIOLI NATURALI A ROMA

“Semplicità, natura, essenza! “In queste tre parole potremmo condensare una vera e propria filosofia di vita. E quando tale filosofia incontra il mondo del vino, ne nasce un’agricoltura sostenibile che mette al centro il rispetto della natura. E’ questo il pensiero maturato sabato 11 e domenica 12 novembre 2017 nella prestigiosa cornice dell’Hotel The Westin Excelsior Rome, in occasione della decima edizione di “Vignaioli Naturali a Roma” organizzata da Tiziana Gallo.

Oltre 90 gli artigiani e gli interpreti provenienti da tutta  Italia.

Non ci dilunghiamo oltre e vi diamo conto degli assaggi che ci hanno particolarmente convinto a partire dalle bollicine.

 

Brut contadino 2013, Emma Picariello

Spumante Metodo Classico “Brut Contadino”Ciro Picariello millesimo 2013 in versione magnum. Senza dubbio Ciro Picariello può essere annoverato tra i vignaioli che hanno contribuito a far cambiare la tradizionale immagine del Fiano di Avellino, grazie a vini impeccabili per eleganza e finezza, espressivi e personalissimi. Ne è la riprova questo Brut 2013, prodotto con uve Fiano in purezza, raccolte con leggero anticipo per preservarne il frutto croccante e mantenerne la sua piacevole acidità. La rifermentazione in bottiglia ha una durata di 24 mesi a cui segue, dopo la sboccatura, un ulteriore affinamento di altri 6 mesi in bottiglia.
E nel calice la si sente tutta questa sferzante acidità, frutto anche di una particolare annata, contornata da sentori agrumati, tostatura di nocciola e mineralità gessosa. Il perlage è sottile e persistente. Il finale di gusto intenso, piacevole e che spinge al riassaggio.

Pinot grigio Sialis 2012, TERPIN

Il percorso “naturale” prosegue spostandoci a Nord, a San Floriano del Collio, in provincia di Gorizia per la precisione, al confine con la Slovenia. Incontriamo l’azienda di Franco Terpin che produce vini sottoposti a lunghe macerazioni e ad un altrettanto prolungato periodo di affinamento in botti di legno. Assaggiamo il Pinot Grigio ‘Sialis’ 2012, ottenuto da uve selezionate di Pinot Grigio provenienti dal cru storico, Sialis, e prodotto solo in particolari annate con un’attenta selezione di grappoli e con rese molto basse. Intrigante e seducente il colore. Rosa ramato intenso con riflessi luminosi. Al naso mostra tutta la sua profondità e complessità, evidenziando ed alternando sentori di frutta matura a toni speziati dolci ed aromatici di vaniglia, zenzero e menta. Un timido residuo zuccherino, perfettamente integrato, affiora quasi a bilanciare una freschezza inebriante. Al gusto, intrigante connubio tra eleganza e struttura che ci accompagna ad un finale di lunghissima persistenza.

Alea viva, 2015 Andrea Occhipinti

Ritorniamo al centro, a Gradoli, in provincia di Viterbo. La nostra attenzione viene catturata dai vini di Andrea Occhipinti, giovane vignaiolo, con un obiettivo in mente, quello di preservare e valorizzare le caratteristiche dei due vitigni autoctoni di Gradoli, l’Aleatico ed il Grechetto Rosso, attraverso la selezione massale dei vitigni più adatti alla natura vulcanica dei terreni.
Andrea ci propone quello che ritiene il suo vino più rappresentativo, Alea Viva 2015 ottenuto da uve Aleatico. Prima bottiglia prodotta nel 2004 con l’idea di vinificare l’Aleatico secco e non dolce, come la tradizione locale aveva sempre consigliato. Fermentazioni spontanee e non controllate in piccole vasche di cemento con pochi solfiti, senza chiarifiche e filtrazioni ma solo travasi e successivo affinamento in acciaio e cemento. E come diceva Veronelli “il vino sente l’amore del contadino e lo ricompensa facendosi migliore”. Così il calice ripaga questo intenso lavoro, restituendo un vino fedelissimo alle caratteristiche varietali, dal bouquet intenso in cui si avvicendano sentori di rosa, arancia rossa, spezie dolci e note balsamiche. Vivace freschezza a far da contraltare ad una piacevole morbidezza fino a condurci ad un finale di intrigante persistenza.

Barolo riserva Bussia 90 Dì 2011, Giacomo Fenocchio

Chiudiamo con uno degli assaggi più interessanti della giornata. Risaliamo a nord in località Bussia a Monforte d’Alba alla scoperta dei vini di Giacomo Fenocchio, vini lontani dall’omologazione, incredibilmente affascinanti ed intriganti. Pregevole il Barolo Riserva Bussia 90 Dì 2011, vellutato e dalla elevata complessità, frutto di una lunghissima e naturale macerazione, per l’appunto 90 dì (90 giorni), alla quale si aggiunge una fermentazione con l’esclusivo uso di lieviti indigeni.
Nel calice si presenta con un bel rosso granato, sprigionando intensi e complessi profumi di frutta rossa, rosa, liquirizia terminando con note speziate e balsamiche. Gran corpo. Pieno, armonico ed elegante che conduce ad un finale che pare non voglia più lasciarti.
Questo percorso nel suo finire ci riaccompagna proprio lì da dove eravamo partiti. Semplicità, natura, essenza che ispirano il lavoro di un nutrito gruppo di viticoltori.

Salvatore Del Vasto & Sabrina Signoretti

“Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo.” In queste parole la condivisione di una nostra passione e la voglia di comunicarla. Salvatore Del Vasto, laureato in Giurisprudenza e da sempre appassionato di vino, diventa prima sommelier, poi frequenta il Bibenda Executive Wine Master di Fis e poi consegue il diploma di Master presso l’Università di Tor Vergata in “Cultura dell’alimentazione e delle tradizioni enogastronomiche”. Sabrina Signoretti, laureata in Scienze Politiche, coltiva la sua passione diventando sommelier del vino, assaggiatrice di oli di oliva vergini ed extra vergini e sommelier dell’olio extravergine di oliva dell’AISO. Una delle qualità nascoste, la spiccata attitudine per la fotografia.

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