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Le Contrade dell’Etna 2016

Lunedì 18 Aprile 2016 presso la Cantina Graci in contrada Feudo di Mezzo nel territorio di Castglione di Sicilia, si è svolta la IX^ edizione de Le Contrade dell’Etna.

Tutto nasce da un’idea del Principe Franchetti, che nel 2008 propone ai vari produttori di vino presenti nel territorio etneo di voler fare “gruppo” mediante un evento, per fare assaggiare i vini che verranno messi in commercio a partire dal Settembre successivo. Da lì in poi è stato sempre un crescendo, sia come numero di produttori, che come affluenza di pubblico.

E’ la quarta edizione alla quale partecipo e posso dire che ogni anno c’è sempre da apprendere, da capire e da scoprire.

Il territorio dell’Etna fa sì che ogni produttore, pur producendo Etna rosso, o bianco (quindi attenendosi all’utilizzo delle uve previste nel disciplinare), abbia dei vini con caratteristiche differenti, spostandosi da una contrada ad un’altra. La cosa è facilmente spiegabile, mediante l’altitudine, le tecniche di lavorazione, ma sopratutto grazie al terreno, perché essendo vulcanico, caratterizza inequivocabilmente il frutto delle viti a seconda delle eruzioni che vi sono state negli anni e in base all’ubicazione delle vigne.

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banchi di assaggio

Fare una classifica dei rossi e dei bianchi, fra tutti quelli presenti è praticamente impossibile, tenuto conto che il tutto si svolge in meno di un giorno e che le cantine presenti sono oltre un centinaio e tutte generalmente propongono (tranne alcune eccezioni) almeno tre vini.

Quindi tra quelli che ho assaggiato i seguenti mi hanno colpito di più:

fra i bianchi l’Etna bianco dell’Azienda Agricola Irene Badalà, un bianco con una bella sapidità e mineralità, sia per l’annata  2015 che per la 2014;
il Calderana di Cottanera che come prodotto nuovo dell’Azienda ha delle caratteristiche differenti rispetto ai bianchi che già producono;
infine l’Anemos di Filippo Grasso il cui buono stato evolutivo lo caratterizza notevolmente.

Con riguardo all’Etna rosso meritano attenzione:

il Rosso delle Vigne Vecchie di Gulfi, del quale ho potuto assaggiare un campione di botte e ancora maschera le sue connotazioni con una forte nota vinosa, ma promette grandi aspettative con un affinamento in bottiglia che porterà a grandi risultati;
il Tenuta 17 salme di Cottanera che si differenzia dai classici Etna rosso per le note fruttate che riesce a far sentire (anche questo un nuovo prodotto);
il Ripiddu di Filippo Grasso che pur facendo un affinamento in acciaio è un bel vino,
il ‘NZEMMULA 2014 di Bruno Ferrara Sardo un vino con caratteristiche veramente interessanti e che fa affinamento in acciaio.

Per i rosati sono stato catturato dal Rosato di Martinella di Vivera, con un bel bouquet fruttato – floreale.

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Munjebel Contrada Porcaria di Frank Cornelissen

Un discorso a parte meritano il Magma ed il Munjebel Contrada Porcaria di Frank Cornelissen ed il Zottorinotto di Cottanera un Etna rosso riserva. Entrambi di fascia di mercato alta, ma per chi vuole degustare qualcosa di particolare, il gioco può valere la candela.

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Capo Chiurma di Filippo Grasso

Fra tutti i vini assaggiati la vera e propria sorpresa è stato il Capo Chiurma di Filippo Grasso, un Etna rosso con affinamento in acciaio.

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Pinò 2012 di Gulfi

Altra cosa molto interessante di quest’anno è stata la presenza dei Pinot Noir prodotti dalle varie aziende. Il Pinot Noir Rossoeuphoria di Rocco Siciliano ha un qualcosa in più rispetto agli altri, grazie al fatto che i suoi vigneti hanno circa 25 anni, buoni i progressi fatti da Duca di Salaparuta per il Nawary, interessante anche se ancora agli inizi il Pinò 2012 di Gulfi.

Fabio Cristaldi

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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