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La Royal Rumble del vino

“LA ROYAL RUMBLE DEL VINO”: ETNA ROSSO VERSUS TAURASI

Mancava una ennesima disfida enologica in questi tempi difficili.
Per chi si fosse chiesto come sia possibile conciliare in un’unica serata il Nerello Mascalese e l’Aglianico di marca irpina, francamente rinuncio a dare una spiegazione.
Sembrerebbero all’apparenza molto diversi tra di loro, accomunati soltanto da un sottile filo di Arianna di nome mineralità: di stampo più marino il primo, nettamente più tagliente e saporito il secondo.
Ecco perchè rispolverare una rubrica da me ideata per Vinodabere, sulla spinta delle telecronache televisive anni ’80 di Dan Peterson degli incontri di catch.
Un duello senza esclusione di colpi, finito alla pari per mancanza di arbitri; diciamo piuttosto un confronto amichevole ed amicale tra due personaggi del vino, Camillo Privitera Presidente A.I.S. Sicilia e Claudio Guerriero noto produttore avellinese.


Moderatore Annito Abate Delegato A.I.S. Avellino e cronista della serata il bravissimo Annibale Discepolo, penna sferzante, giornalista storico del Mattino di Napoli ed innamorato di questo pazzo pazzo pazzo mondo.
Cominciamo il duello con i vini di Primaterra, giovane realtà siciliana in crescita qualitativa e numerica. Le bottiglie prodotte, al momento, sono di esiguo numero concentrate in pochissime etichette, tra cui un rosato ed un metodo classico. La filosofia segue il modello Bollinger, con botti grandi e di diversi passaggi, che hanno esaurito da tempo il potere “boisizzante” del rovere francese. Le vigne invece raggiungono anche i 70 anni di vita, alcune allevate nell’antico metodo dell’alberello, efficace in un contesto climatico piuttosto secco e dai forti venti caldi del meriggio. Un vino “navigabile” come veniva considerato dagli inglesi sia quello derivante dal Nerello che dal Carricante, per grandi potenze alcooliche ben miscelate a freschezze saline indispensabili alla longevità.
Di Claudio Guerriero abbiamo ammirato invece la concretezza; poche parole, per non togliere altro spazio al vero protagonista della serata: le vin. Azienda ventennale disposta sulle colline del borgo di Taurasi, ad un’altitudine di poco superiore ai 400 metri sul livello del mare.
Ad ognuno dei campioni abbiamo assegnato un epiteto per riassumerne i caratteri fondamentali, aiutando le memorie più ostiche ad averne ricordo.


PRIMATERRA 2015 – Etna Rosso DOC – frutta rossa croccante di ribes e lamponi. Sorso salmastro, una tagliola, con essenze agrumate in finem. Il legno è ancora ravvisabile, data la giovine età. Il titolo di un film? “Ritorno al Futuro”.
PRIMATERRA 2014 – IGT Terre Siciliane Nerello Mascalese – frutta sciropposa, carica e densa. Siamo in presenza di ciliege in cottura, con toni più morbidi e speziati. Assaggio caldo e ricco di liquirizia, cacao e scorza di arancia tarocca. Si conferma per Sicilia (e Sardegna) un’annata meravigliosa, a differenza del resto dello stivale. Lungo, vibrante e boschivo. “Il Gattopardo” di Luchino Visconti.
PRIMATERRA 2013 – Etna Rosso DOC – attacco di naso scomposto e vegetale. Si avverte calore in sottofondo, non coadiuvato dalla bocca, ancora mordente e forte. Manca il frutto caratteristico di altre annate. L’harakiri finale dell’opera lirica pucciniana “Madama Butterfly”.
PRIMATERRA 2012 – Etna Rosso DOC – pieno, concreto e già pronto. La frutta diventa scura, quasi mirtillo, visciole e cioccolato fondente in polvere. Emazie evidenti, corroborate da cannella e macis. Buona complessità. La musica trionfale e pomposa de “I pini della Via Appia” (contenuta nell’opera classica “I pini di Roma), capolavoro novecentesco del compositore Ottorino Respighi.

GUERRIERO – TAURASI DOCG 2012 – una passeggiata tra i roveti (per fortuna senza spine), dai tannini succosi e mai astringenti, quasi salati, sorretti da sensazioni di arancia sanguinella. Olfatto non precisissimo, ripara meravigliosamente al gusto, peccando solo per lunghezza espositiva. Il celebre Francesco Nuti del film “Io, Chiara e lo Scuro”.
GUERRIERO – TAURASI DOCG 2011 – naso perfetto ed elegante di frutta rossa, quasi disidratata, pepe nero e caffè. Sorso appagante, a rombo, fine e persistente dai tannini setosi ben integrati. La “Bella di giorno” interpretato dalla splendida Deneuve.
GUERRIERO – TAURASI DOCG 2010 – molto timido e chiuso. Erbaceo e con note di marmellata d’amarene, con maggior evidenza del carattere calorico. L’agrume c’è, ma non è complesso né memorabile. Si apre molto lentamente. La canzone “Vita spericolata” del Vasco.
GUERRIERO – TAURASI DOCG 2009 – rustico, con morbidezze di pesca melba, tabacco biondo e cuoio. Spinge molto sui terziari, costringendo l’interlocutore a lavorare bene il bicchiere per ascoltarne anche gli effluvi fruttati di cassis e melograno. Annata difficile e non convincente, successiva a quella strepitosa e smagliante del 2008. Il malinconico film “Sunset Boulevard” con la diva del muto Gloria Swanson.

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Scritto da

Luca Matarazzo Sommelier AIS - Degustatore Ufficiale - ha partecipato a numerosi concorsi enologici e seminari di approfondimento. Wine Consultant collabora attualmente con testate giornalistiche e blog importanti a livello nazionale

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