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Il VINITALY “50+1” : un rincorrersi di emozioni

Il Vinitaly 2017  appena terminato  è stato caratterizzato da un esplosione di colori, dentro e fuori i padiglioni , tanto da rendere la manifestazione un luogo ricco di emozioni, non solo per gli assaggi ma sopratutto per il calore che si è percepito all’interno dei vari stand.

 

Non ho trovato padiglioni regionali più ” spenti ” rispetto ad altri, in ciascuno si percepiva un idea,  che riusciva ad essere trasmessa ad ogni visitatore con grande slancio. Infatti la prima sensazione che ho avuto  è stata quella di una crisi economica  ormai alle spalle, forse questo pensiero è legato alla notevole quantità di colori che hanno invaso ogni ambiente e fatto esplodere una notevole positività, che poi ciascuno ha percepito a suo modo, resta il fatto che sono entrato con tanti buoni auspici a questa visita.

Le varie Regioni si sono messe in bella mostra attraverso banchi di assaggio, dove le bottiglie sembravano chiamare ogni visitatore,  permettendogli di  riposare tra un assaggio e l’altro, con eventi e dibattiti ,mirati a far conoscere le novità ed i progetti di ogni singolo Consorzio o Azienda.

 

Il popolo che viene al Vinitaly appariva gasato già dai giorni antecedenti  e i produttori ne hanno costatato l’entusiasmo durante tutta la manifestazione. Sono finiti i tempi in cui si vedevano persone su di giri muoversi tra i vari padiglioni, con l’unico scopo di bere, oggi il pubblico è sempre più attento.  Il suo fine è conoscere  e quale miglior possibilità può avere se non di visitare il Vinitaly, dove gran parte dei produttori italiani e internazionali fanno mostra della loro  produzione vinicola. In tal modo cercano non solo nuovi mercati, ma vogliono anche  sensibilizzare il pubblico, spingendolo ad assaggiare sempre con maggior insistenza per poter scegliere ciò che più gli piace, perché questo è il mondo del vino. Una ricerca continua di ciò che emoziona, utilizzando talvolta i consigli di coloro che possono apparire più esperti con il fine di non perdersi nel mondo enologico.

 

Parliamo di quelle regioni che rispetto allo scorso anno hanno fatto evidenti passi in avanti nel valorizzare i loro prodotti, in particolare la Campania, la Sardegna, la Sicilia e l’Umbria , hanno saputo anchesse cogliere nel migliore dei modi l’opportunità che gli è stata offerta .

Non per questo trascuro tutte le altre regioni italiane , ma esse avevano sin dagli anni precedenti saputo mettersi in bella mostra e l’evento di quest’anno è stato un consolidare un metodo ormai rodato che permette loro di fare bella figura da tanti anni.

Diamo anche qualche numero, il 51° Vinitaly ha visto la presenza di 128.000 persone, delle quali ben 30.000 erano buyer stranieri, con un aumento del 8% rispetto allo scorso anno. Con un incremento sopratutto dalle nazioni Russia (+42%), Cina (+12%) e Brasile (+29%), che mette in evidenza la crescita del vino italiano sopratutto in quei paesi che si sono affacciati in questo settore soltanto da pochi anni.

A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel Paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68milioni di euro di fatturato.

Le 4270 aziende espositrici provenienti da 50 paesi , dove quelle provenienti dall’estero hanno visto un incremento del 74%, mostrano come il Vinitaly sta trasformandosi sempre più in manifestazione “globale” e mai come quest’anno si è deciso di mettere a disposizione di professionisti e winelovers , la città di verona e le zone di Bardolini dando loro la possibilità di trascorrere in allegria i momenti successivi alle fatiche della fiera con notevole beneficio per l’economia territoriale.

 

«Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione “50+1” – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione
tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione
con la trasformazione in Spa di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation».

Si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni.

Questa volta non voglio parlare dei miei migliori assaggi anche perché ritengo che il Vinitaly abbia lo scopo di rallegrare i presenti di approcciarli al vino nel modo migliore e che ogni personale assaggio è il più emozionante per colui che lo ha fatto.

Daniele Moroni

 

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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