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Degustazione

Il TAURASI a Roma



Mappa dei comuni dell’ aglianico-taurasi


Si è svolto a Roma presso il Trimani Wine Bar, una delle enoteche piu antiche della capitale, sempre disponibile a partecipare in manifestazioni che hanno come obiettivo la divulgazione delle realtà enologiche italiane, l’anteprima dell’aglianico dell’ Irpinia.





Trimani Wine bar

L’ evento organizzato da Maurizio Valeriani, Antonio di Spirito, Luciano Pignataro e Tenuta Montelaura, ha visto la presenza di 111 etichette in rappresentanza di gran parte delle aziende irpine che producono aglianico, divise in tre raggruppamenti relativi alla tipologia dei vini presenti :
Irpinia aglianico DOC, Irpinia Campi Taurasini DOC e Taurasi.

Le 111 bottiglie di aglianico e taurasi

Innanzitutto parliamo dell’ aglianico, un vitigno originario della Grecia che ha trovato nei terreni collinari, di origine vulcanica della Campania, il suo habitat ideale, ma che si adatta bene anche a terreni diversi , è un vino che soffre le alte temperature estive e che solitamente viene vendemmiato ad Ottobre.
L’ aglianico da un uva dal grappolo medio, più o meno compatto , conico o cilindrico con ali evidenti, acino medio, sferico, di colore blu-nero, buccia pruinosa, spessa, dal notevole contenuto polifenolico, necessita per dare il meglio di se di basse rese per ettaro in modo da aumentare la concentrazione di polpa e di un uso accurato del legno.



grappolo uva aglianico

Da questo vitigno nascono le seguenti DOC ; la Aglianico del Taburno DOC , in provincia di Benevento , caratterizzata da terreni collinari elevati, esposti a condizioni climatiche invernali particolarmente rigide, l’ Aglianico del Vulture DOC, in provincia di Matera e Potenza, con terreni tra i 200m e 500m , la zona di Pollino in Calabria , e il Taurasi DOCG in provincia di Avellino, da aglianico con aggiunta di vino Piedirosso o Sangiovese.
Il Taurasi DOCG la cui produzione è consentita in comuni appartenenti alla DOCG tra cui Taurasi,Montemarano, Torre di Nocelle, Paternopoli, Castelfranci Pietradefusi e tanti altri, prevede l’ uso del vitigno aglianico per un minimo dell’ 85% , per il restante possono concorrere vitigni a bacca rossa idonei.
Il Taurasi ha un colore rosso rubino intenso, tendente al granato, fino ad acquistare riflessi aran
cioni con l’invecchiamento. Il tannino risulta armonico ed equilibrato con persistente retrogusto, in bocca è pieno.
Le norme di produzione prevedono una resa di 10t/ha con un titolo alcolometrico minimo di 12%       ( per la riserva 12,5% ).
Le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento devono essere effettuate nella zona DOCG.
Per l’invecchiamento il Taurasi deve essere posto a un periodo obbligatorio di almeno 3 anni , di cui almeno uno in bottiglia, in botti di legno, nella tipologia Taurasi riserva il periodo obbligatorio è di 4 anni di cui almeno 18 mesi in botti di legno.
È consentito  a scopo migliorativo l’aggiunta di vino taurasi più giovane a identico taurasi più vecchio o viceversa nella misura.

Taurasi 2008 Mastroberardino

L’ Aglianico dell’irpinia DOC è un vino di colore rosso rubino , più o meno intenso, risulta tannico in gioventù è pieno ed equilibrato con l’età , l’elevata gradazione alcolica e la notevole acidità ne fanno un vino da invecchiamento
Il disciplinare dell’Irpinia aglianico DOC , zona di produzione nei comuni di Montemarano , Paternopoli, Montemilletto ecc ,prevede un uso minimo di vitigno aglianico pari ad 85% e per il restante, vitigni a bacca rossa non aromatici, la resa deve essere 12t/ha con un titolo alcolometrico minimo di 12%
L’aglianico Campi Taurasini DOC invece ,  che trova origine presso Luogosano , Taurasi, Castelfranci ecc. !oltre ad un uso minimo del vitigno del 85% , prevede una resa di 11t/ha e un titolo alcolometrico minimo di 11,5%.



da sinistra : Vincenzo Mercurio, Antonio Di Spirito,  Daniele Moroni,  Maurizio Va

La degustazione delle 111 etichette di aglianico e taurasi è avvenuta alla cieca,  cioè senza poter vedere l’etichetta, il che permette valutazioni molto più obiettive in quanto basate solo sulle sensazioni che il vino trasmette ai nostri sensi.
Devo dire che la qualità media è risultata molto alta , difficilmente ho trovato vini non completamente adatti da essere messi in commercio .
Naturalmente ci sono stati dei vini che si sono nettamente distinti rispetto ad altri , ma occorre sempre tener presente che per quanto obiettiva ogni valutazione risulta essere sempre personale.
Tra quelli che meritano di essere menzionati troviamo:
Irpinia campi taurasini” Satyricon 2011 – TECCE  –  il produttore è un artigiano, sentiamo al naso note di frutta secca e fumo, ha una nota dolce iniziale che si contrappone a quella amara finale, leggera tannicita che fa presagire a grandi prospettive future
Irpinia aglianico terra d’ Eclano 2009 – QUINTODECIMO – è un piccolo taurasi, fa un leggero appassimento delle uve, al naso note di amarena, cacao, erbe aromatiche, in bocca risulta vellutato ed elegante con una nota dolce che lo rende accattivante,  il tannino è importante ma ben gestito.
Irpinia campi taurasini “Aglucus 2006” – COLLE DI SAN DOMENICO – al naso erbe aromatiche ( origano, rosmarino ) caffe , frutta rossa, all’ assaggio note di frutta rossa matura che ben si integrano con note di caffe, il tannino è gentile e troviamo un equilibrio tra sapidità e acidità.
Taurasi ” Nero Ne’ 2010 ” – IL CANCELLIERE – la nota olfattiva contraddistinta da un odore di resina e da frutta rossa, all’ assaggio il tannino è imponente ma equilibrato, risulta lungo con un finale di note di fumo, grandi prospettive.
Taurasi 2009 – DONNACHIARA – chinotto, agrume, caffe, amarena, spezie, e per finire una bella nota dolce.
Taurasi 2008 – CONTRADE DI TAURASI – amarena , frutti rossi, fumo, caffe, tabacco, il tannino è di un certo peso ma aggrazziato, bello il rapporto dolce/sapido , che lo rende accattivante alla beva.
Taurasi ” la Surte 2008 ” – MACCHIALUPA – sentori di cuoio, ciliegia, note balsamiche, ben equilibrato nel tannino, pieno, buona persistenza e finale di frutti rossi.
Taurasi ” don Ciriaco 2007 ” – MIER VINI – spezie , agrumi , sentori di fumo, e minerali, in bocca ricco , elegante, dinamico, il tannino è bello, la chiusura è speziata.
Taurasi 2006 – PERILLO – ciliege, more, buccia di arancia, cenere, caffe, fresco e piacevole, con tannini fini e finale lungo.
Taurasi 2002 – CASPARRIELLO – al naso peperone, caffè,  cacao, cenere e speziein bocca un tannino aggraziato ma potente, ritorna la nota di peperone che caratterizza questa vino.
Taurasi ” Radici 2008 ” – MASTROBERARDINO – una grande azienda, un grande vino, al naso è austero, complesso, note di frutta rossa, caffè,  cacao cenere, all’ assaggio, fruttato ( amarena ) e fresco, regala un lungo finale.
Taurasi riserva ” Cinque Quercie 2007 ” – MOLETTIERI – piccola frutta rossa, note speziate, caffè,  cacao, tannino imponente,finale lungo.
Taurasi riserva 2006 – DI MEO – questo vino fa una lenta maturazione, al naso frutta matura e cenere,in bocca il tannino è equilibrato, fresco.
Taurasi riserva ” Primum 2003 ” – GUASTAFERRO – frutta rossa, note di caffè,  sentori balsamici, un vino profondo al naso,fresco, speziato, il tannino è bello e rimangono le note di amarena e cioccolato a lungo.

Daniele Moroni

Taurasi “primum riserva” Guastaferro

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Scritto da

Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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