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IL SAUVIGNON FRIULANO E’ STATO CONTRAFFATTO OPPURE NO?

Ritorniamo al caso dello scandalo sul sauvignon friulano.

Come avevamo detto negli articoli precedenti era necessario attendere gli esami della magistratura prima di poter affermare che vi erano stare delle irregolarità sulla vinificazione del sauvignon.

Fino ad oggi nessuna traccia di irregolarità è fuoriuscita dalle analisi chimiche effettuate sul vino delle aziende iscritte sull’albo degli indagati, come del resto non vi si è trovata alcuna irregolarità neppure i quelle microbiologiche.

Il responso atteso dal perito Mario Malacarne, l’esperto della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Verona) incaricato dal tribunale di Udine di esaminare i campioni di mosto prelevati nelle cantine delle aziende agricole indagate per frode nell’esercizio del commercio aggravato, è stato negativo , come lo era quello  del perito nominato dalle aziende coinvolte.

Il professor Paolo Pascolo, uno dei consulenti del team della difesa comunica che   “ mosti non presentano niente di più di quanto fornito da madre natura in un normale processo di vinificazione ,e. l’impurezza che gli inquirenti cercavano non è stata trovata “.

Le due perizie, insomma, convergono verso la medesima conclusione e cioè che nei mosti non ci sono evidenze estranee alla loro composizione».

I produttori sembrano dunque estranei a questo caso di contraffazione in quanto non esiste prova scientifica dell’uso da parte degli stessi dei prodotti dell’enologo Ramon Persello, Questo è quanto è emerso al termine dell’udienza , durata due ore, per ascoltare in contraddittorio i consulenti tecnici incaricati dalle parti.

Non e ancora la sentenza definitiva ma da tutta questa storia sembra emergere la figura dell’enologo Ramon Persello , che nel laboratorio allestito in casa , aiutato dalla moglie, sia riuscito ad inventare dal nulla , utilizzando alambicchi e distillatori , unasostanza in grado di far divenire stellare anche la peggiore delle vendemmie.

Va considerato che la sostanza  trovato da Persello esula dai canoni del disciplinare rigorosissimo a cui deve adeguarsi la produzione del Sauvignon friulano

Non siamo in presenza di lieviti contraffatti ne di sostanze nocive alla salute, siamo difronte a qualcosa non prevista dall’enologia , allora ci dobbiamo domandare se la ricerca nel settore vinicolo sia una colpa o se sia come in tanti altri settori un aspetto di un evoluzione .

Si deve anche considerare se è necessario condividere con tutti le scoperte nel mondo enologico o se una scoperta non nociva ma che esula dal tradizionale, possa essere utilizzata a favore di quelle aziende che la utilizzano per poter vendere di più a discapito di quelle che non la usano.

Vogliamo essere dei puristi e scacciare ogni nuova scoperta lecita in virtù di una tradizione ormai centenaria, o siamo aperti a un mondo che cresce e che permette di far evolvere lo stesso mondo vino.

Francamente ho grande difficoltà a prendere una posizione, perché se da una parte sono un purista dall’altra dovrei negare tutta la realtà che mi circonda giornalmente e di cui usufruisco costantemente.

Lascio a ciascuno di noi di scegliere da che parte schierarsi, l’unica cosa di cui sono certo e lo avevo detto sin dall’inizio, aspettiamo a puntare il dito e ad accusare, spesso iniziative troppo affrettate non fanno altro che screditare il buon nome di un mondo che fa parte di ciascuno di noi.

Daniele Moroni

 

 

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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