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IL SAGRANTINO DI MONTEFALCO 2012 un vino in continua evoluzione

All’anteprima del Sagrantino  che si è svolta a Montefalco, in Umbria, il 21 e 22 Febbraio 2016,  oltre a presentare l’annata che troveremo in commercio,  la 2012,  sono state date informazioni sull’ultima vendemmia la 2015 che arriva subito dopo la 2014 un annata che per le difficili condizioni climatiche,  ha piovuto molto,  ha messo a dura prova la capacità dei viticoltori di ottenere un vino all’altezza della sua fama. Ma l’ultima vendemmia, in virtù di condizioni climatiche straordinarie che hanno permesso un eccellente maturazione delle uve  fa presumere alla nascita di grandi vini.

Oltre alle informazioni inerenti alle vendemmie, si è anche parlato di come gli sforzi sostenuti da Istituzioni, Consorzio e Operatori del settore, presenti sul territorio, hanno portato , in un periodo così difficile per l’economia mondiale, ad un incremento dell’occupazione nell’area del Sagrantino pari ad un 3%  in più rispetto all’anno precedente. Il sistema Montefalco, ben coordinato da Istituzioni e Consorzio ha saputo dare al Mondo un immagine più moderna e ricca del territorio in cui opera.

Il sistema Agro-Turistico-Territoriale è pari a 100 milioni di euro e quello generato dal settore vino ammonta a 35 milioni.

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Negli ultimi 5 anni la superficie vitata è quintuplicata passando da 122 a 610 ettari e le bottiglie prodotte sono passate da 660 mila ad oltre 2 milioni annue.

Anche se il Sagrantino ed il rosso di Montefalco continuano ad essere i vini più rappresentativi del territorio, quasi tutti i vignaioli hanno preso sempre  coscienza delle enormi potenzialità del Trebbiano Spoletino, il vitigno a bacca bianca da sempre presente in queste terre  ma sempre poco considerato dalla maggioranza dei produttori.

Sono, sopratutto nell’ultimo anno, aumentati gli ettari di vigna destinati a questo vitigno e la qualità è in continua ascesa. Tabarrini con l’Adarmando, un trebbiano spoletino proveniente da vigne centenarie, continua ad essere la punta di diamante di questa ” squadra ” convinta di poter farsi conoscere in tutto il Mondo, ma gli altri si stanno avvicinando con passi da gigante.

I mercati più preposti ad accettare i tre vini più rappresentativi del territorio sono, oltre a quello locale, che incide per il 30%, gli Stati Uniti e il Nord Europa in particolare Germania e Svizzera.

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la sala degli assaggi con i diversi Produttori

L’annata che sta andando in commercio la 2012  risulta avere un tannino più morbido delle precedenti. I produttori, anche i più legati alla tradizione, si stanno sempre più aprendo alle nuove richieste del mercato, senza abbandonare la tipicità del vino, così pian piano la barrique sta lasciando il posto alla botte grande.

Tutto avviene nel rispetto delle singole convinzioni di ogni  produttore  e proprio questo diverrà il punto di forza del ” nuovo ” Sagrantino, privo di standardizzazioni ed espressione delle diverse aziende.

Parliamo dei migliori assaggi di questa annata, una valutazione legata ad una degustazione fatta rigorosamente alla cieca, che mi ha sempre più confermato come il non sapere cosa si sta bevendo porta a dare un giudizio libero da ogni preconcetto e, come è capitato questa volta, stupirsi di aver dato un giudizio non positivo ad un vino che in precedenza  mi appariva di ottima fattura in quanto proposto e decantato dal vignaiolo.

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Sagrantino di Montefalco 2012 – il Bocale DSC03751

Sagrantino di Montefalco 2012 – il Bocale

Un vino diverso dal passato, al naso spezie, frutta rossa, viola, all’assaggio il tannino è elegante e sorretto da tanta materia, mai aggressivo, con una nota speziata finale che affascina.

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Sagrantino di Montefalco Medeo 2012 – Romanelli

Sagrantino di Montefalco Medeo 2012 – Romanelli

al naso note balsamiche e speziate che si integrano a frutta rosa, all’assaggio un tannino equilibrato e una bella pulizia, un finale lungo con note di pepe.

Sagrantino di Montefalco 2012 – Moretti Omero

al naso note balsamiche e mentolate, che si alternano a quelle speziate, in bocca il tannino è potente come i sagrantini di una volta, ma senza strafare, spezie, tamarindo e frutta riempiono la bocca, una leggera nota di mandorla amara finale, un ottimo vino.

Sagrantino di Montefalco 2012 – f.lli Pardi

al naso note balsamiche, frutta rossa e spezie, all’assaggio il vino appare ricco, forse il tannino non è delicato come in altri ma ben si integra alla complessità di questo vino, ne appare la giusta cornice e non appare mai fastidioso, anzi.

Sagrantino di Montefalco Colle Grimaldesco 2012 – Tabarrini

un vino pulito, al naso la frutta rossa e le note balsamiche ben si integrano, in bocca appare pulito con un bel tannino e una leggera nota amara finale che sembra starci molto bene.

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le nuove botti di Tenuta Castelbuono

Voglio anche menzionare due sagrantini che ho potuto assaggiare direttamente presso le aziende visitate e che mi permettono di intuire le potenzialità dell’annata appena avvenuta, il Sagrantino 2015 – Bellafonte, un campione di botte, che già da oggi ci permette di immagginarne le enormi potenzialità sia per la sua notevole mineralità sia per un tannino vivo che fa ben pensare, e il Sagrantino 2015 – Tenuta Castelbuono, anche questo un campione di botte che rappresenta la svolta della cantina di proprietà della Fam. Lunelli nel fare il Sagrantino in quanto proviene da un affinamento, che continuerà per diversi anni, in nuovissime botti.Un vino che già da oggi mostra un grande equilibrio e un tannino molto delicato, oltre ad una bella mineralità e profumi tipici del Sagrantino.

Aspettiamo la nuova annata sicuri che nuove evoluzioni arriveranno e il Sagrantino diverrà sempre più il simbolo di queste terre in tutto il Mondo.

Daniele Moroni

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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