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Degustazione

” Il Conte ” Garozzo e la CARBONARA del CONTE

La Carbonara è un piatto tipico della cucina romana, tuttavia le sue vere origini sono ancora un mistero.
Pertanto ve ne citerò  alcune che sembrano le più attendibili.
Secondo alcuni, il nome deriverebbe da un ‘carbonaro‘ (cioè uno spazza camini) che, ritiratosi dall’attività, aveva aperto un’osteria a Roma e iniziato a proporre un piatto simile all’attuale, chiamato Carbonara in onore alla sua precedente professione.Per altri,  la Carbonara nasce appena finita la guerra, con l’arrivo degli americani in Italia e la conseguente ampia disponibilità di bacon e uova, che stimolò la naturale unione degli ingredienti alla pasta.

Infine, c’è chi attribuisce la ricetta a una nobildonna del Polesine, che nell’Ottocento ospitava le riunioni segrete degli affiliati alla Carboneria.

Io vi presento una mia rivisitazione di questo storico piatto romano.

INGREDIENTI x 4  persone  :

360 g. Spaghetti di Gragnano
  1   rosso d’uovo
120 g. Parmigiano e Pecorino romano grattugiati
300 g. pancetta tagliata a dadoni
Sale, olio evo e pepe  q.b.

gli ingredienti

PREPARAZIONE :

Mentre gli spaghetti cuociono in una capiente pentola dove è stato messo il sale  ,  in un pentolino con abbondante olio evo (almeno 8 cucchiai) mettere  la pancetta dove rimarrà fino a divenire croccante.
A parte, in una boule, impastare il rosso con il formaggio fino a creare una crema/pasta compatta.

Togliere la pasta bene al bene e inserirla, sgocciolante, nella boule. Amalgamare bene fino a quando la crema di tuorlo e formaggio non si sarà perfettamente sciolta (se necessario aiutarsi con un po’ di acqua di cottura). A questo punto aggiungere l’olio che abbiamo preparato con la pancetta croccante.

Impiattare avendo cura di guarnire con  una bella macinata di pepe indiano.

Buon Appetito

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Scritto da

Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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