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Finita la vendemmia in Borgogna alcune considerazioni sull’annata 2016

In Borgogna si sta concludendo la vendemmia, nella Cote d’Or la raccolta delle uve di Chardonnay e pinot noir è quasi al termine se non già finita nella stragrande maggior parte dei casi.

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la vendemmia in Borgogna

Ci viene da chiederci : come sarà il millesimo 2016 !  Le aspettative che da sempre si hanno su questi grandi vini saranno anche questa volta rispettate ! Naturalmente ogni ipotesi che possiamo fare è sempre molto aleatoria, in quanto tanti sono i fattori che incidono sulla creazione di un grande vino, pertanto ci possiamo ora limitare a considerare le condizioni climatiche di questa annata e soltanto su queste provare a immaginare il vino che verrà.

Iniziamo con il dire che il mese di Marzo in Borgogna è stato il più caldo degli ultimi 16 anni, con la temperatura massima del mese che ha raggiunto i 18 gradi e una temperatura media di 6,3 gradi , le precipitazioni sono risultate in linea con il periodo.

Il mese di Aprile , iniziato con assoluta normalità con una temperatura massima di 21 gradi  ma con una piovosità superiore alle medie stagionali, 120 mm contro i soliti 52 mm, è stato il mese caratterizzato da un evento straordinario che non ha eguali in Borgogna specialmente nella Cote d’Or.

gelo

La gelata del 27 Aprile

La gelata del 27 Aprile che ha colpito tutta la Borgogna vinicola, ha bruciato sul nascere tutte le gemme delle viti, non tutte le zone sono state colpite con la medesima violenza , la  Cote de Beaune, in particolar modo l’area di Pommard, Volnay e Meursault e di tutti i ” village”limitrofi è quella che ha subito più danni, anche nella Cote de Nuits vi sono stati problemi anche se meno ingenti, le zone di Puligny-Montrachet , Vosnè-Romanèe e Morey-Sant Denis sono quelle che hanno subito danni minori. I vigneti delle “plaine” sono risultati più colpiti nrispetto a quelli sulle “coteaux” così su un totale di 9 mila ettari di vigneti circa 7 mila sono risultati gravemente danneggiati.

La grande speranza dei viticoltori della Borgogna sono state “le gemme di controcchio” cioé quelle che fuoriescono la dove la vite perde lo spunto vitale ,  sono apparse con i loro tempi ed hanno apportato circa uno o due grappoli in ogni vite colpita. Nonostante questo spunto positivo per la viticoltura della zona c’è stata un incidenza quantitativa sulle rese finali.

Il mese Maggio si è riallineato con le medie stagionali con una temperatura media di 14 gradi e precipitazioni di 118 mm in media con il periodo. vista una leggera riduzione delle ore di luce 163 contro le solite 204 possiamo pensare ad un ritardo della primavera sotto l’aspetto vegetativo.

Il mese di Giugno non ha portato grandi variazioni sul ciclo di vita delle viti, temperature nella medi pari a 23 gradi e precipitazioni di 88 mm, hanno mostrato un mese particolarmente piovoso tuttavia le ore di luce sono state 170 contro le solite 235, il che ha portato ad un soleggiamento primaverle di 510 ore contro una media di 750. Elemento questo da non prendere sottogamba nella valutazione dell’annata 2016.

Fino a questo momento dell’anno, tenute conto degli eventi che si sono verificati, riscontriamo due aspetti che spiccano su tutti gli altri, uno positivo cioé il fenomeno della fioritura, nella quarta decade di Giugno,  è avvenuto in presenza di caldo asciutto, l’altro negativo è legato all’umidità che le pioggie hanno generato che hanno portato frequenti muffe negli apparati fogliari. Naturalmente la gelata ha avuto il suo effetto determinante sull’annata.

Il mese di Luglio si è susseguito senza grandi squilibri, temperatura massima di 34 gradi , nella media mensile, precipitazioni pari a 40 mm contro una media di 50 mm,  le ore di luce mensili hanno seguito il trend dei mesi precedenti con 215 contro 266 il che, sommato a tutti gli eventi che si sono susseguiti precedentemente ha contribuito afrenare la spinta vegetativa delle piante.

Agosto ha avuto una media delle temperature di 27 gradi con un picco di 35 gradi,  circa 3 gradi alle medie del periodo, le precipitazioni sono state di 20 mm contro una media di 35 mm, il che ha permesso un riassorbimento del fenomeno della peronospora che si era manifestato anche grazie all’andamento climatico dei mesi precedenti che ha lasciato umide le foglie delle piante. Si è avuta finalmente un inversione di tendenza riguardo le ore di luce del mese, 285 contro una media di 230, il che ha aiutato ma non colmato il gap di maturazione che si era nelle uve per opera della gelata di Aprile. Si è avuta dunque una maturazione delle uve più lenta rispetto al passato .

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la vendemmia

Il mese di Settembre è risultato il più significativo per l’andamento di questa annata, considerando ciò che è avvenuto nei mesi precedenti, è iniziato con precipitazioni quasi inesistenti per i primi 15 giorni e temperature elevate con una massima di 32 gradi il che ha impedito alle uve di raggiungere la piena maturità fenolica e un livello di alcool poteniale insufficiente,  poi ci sono stati 4 giorni di pioggia che hanno aiutato la formazione del succo nella polpa degli acini, il completamento dei profili aromatici delle bucce e una maturazione ottimale dei vinaccioli per la fine del mese.

La vendemmia è avvenuta quasi ovunque tra la fine di Settembre e la prima decade di Ottobre, con qualche eccezione legata a zone e vigneron.

Detto ciò possiamo soltanto evidenziare che ci troviamo davanti ad un annata particolarmente difficile, legata a fenomeni climatici straordinari e avversi, occorre prendere atto che la vendemmia 2016 è stata minata alle fondamenta, anche se le zone vinicole della Borgogna non sono state colpite tutte allo stesso modo. Quindi aspettiamoci vini diversi dal passato , forse con minore spessore, tuttavia come spesso avviene quando si parla del “vino” ogni vignaiolo riesce a mettere molto del suo nella lavorazione delle uve e spesso riesce a rendere “speciale” un annata nata con tanti problemi.

Aspettiamola con grande curiosità, senza troppe aspettative, ma speranzosi di essere stupiti da vini che sono figli dei Vigneron oltre che del terroir in cui vivono.

Daniele Moroni

notizie tratte da : www.Borgognamonamour.it

 

 

Scritto da

Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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