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Dall’Etna ai Peloritani, Enza La Fauci

“Qui dove il mare luccica e tira forte il vento…”. No, non è il golfo di Sorrento, ma la zona di  Messina. Il vento è qualcosa di pauroso, quando arrivo nella proprietà della Tenuta Enza La Fauci, mi viene detto che tutto sommato il vento che c’è non farà danni notevoli alle uve, poiché a questa situazione si sono adattate e possono resistere ad un vento così violento, al contrario di qualche anno fa che i grappoli erano in uno stato “embrionale” e buona parte di essi furono strappati dalle piante. Proprio per questo uno dei vini dell’azienda è stato chiamato ” Terre di vento “.

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il vigneto

Il vigneto si trova in contrada Mezzana ed ha una estensione di Ha 2,5 mentre altri Ha 2 sono in affitto sull’Etna in contrada Nave. Il sesto di impianto nella vigna che si affaccia sul Tirreno è di 3.000 piante per ettaro e vengono coltivati Zibibbo, Nero d’Avola, Nerello mascalese, Nerello capuccio e Nocera.

Enza La Fauci viene “catturata” dal mondo enologico grazie al fratello che è produttore di grappa e nel 1980 andando al Vinitaly, ha trovato l’ispirazione e da li la decisione di iniziare a produrre vino.

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i filari colpiti dal vento

In azienda ogni vitigno ha un suo periodo di vendemmia, con tempistiche più o meno precise. Si inizia con lo Zibibbo che viene vendemmiato ad Agosto e poi man mano si passa agli altri. L’ultima uva ad essere vendemmiata è il Grecanico che viene coltivato sull’Etna, dove Enza ha dei terreni in affitto, una scommessa fatta anni or sono con se stessa che la ha portata a vinificare il Grecanico in purezza in quel territorio.

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il mar Tirreno

Arrivare nelle vigna di contrada Mezzana è un’impresa, bisogna affrontare una stradella di notevole pendenza e fare diversi tornanti prima di arrivare a destinazione. Ma alla fine…… ne è valsa la pena. Una piena visione del Mar Tirreno visto dall’alto e se si ha la fortuna di trovare la giornata giusta, senza nuvole e foschia lo spettacolo è assicurato, sopratutto se accompagnato con un calice di vino bianco o di rosso. Si vedono le Isole Eolie e la Calabria. Tutto attorno è lasciato in maniera quanto più naturale possibile, in modo tale da conservare il paesaggio e rimanere nella semplicità.

L’azienda ha una produzione modesta, in fin dei conti sono Ha 2,5  quindi i quantitativi “artigianali”. Tutto questo incide nell’acquisto di bottiglie, tappi, capsule, etichette e quant’altro, ma quando in una cosa ci si crede e se ne è affascinati… nulla ti spaventa. Il desiderio è quello di crescere e di espandersi, nelle dovute misure, senza snaturare il prodotto.

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la barricàia

Entrando nella barricàia e nella cantina sembra di essere a casa e non in un’azienda vitivinicola, giusto per confermare la semplicità del tutto. Semplicità dei luoghi e grande bellezza, ma per i vini cambia poco, poichè è il terroir a fare la differenza, dà il suo contributo, sopratutto per lo Zibibbo, che per l’appunto è diverso da quello coltivato nella zona di Siracusa.

Ma parliamo ora dei vini che l’azienda produce e che ho assaggiato in azienda:

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Case Bianche 2015

Case bianche 2015 – Zibibbo in purezza

Ha un colore giallo scarico. A naso ha un bouquet importante, con un corredo aromatico notevole, fiori, note erbacee, mela golden, pera, con un finale di nota iodata. In bocca è signorile con una buona freschezza e con una nota alcolica che è un pò sotto alla quantità necessaria per controbilanciare a dovere. Una leggera sapidità. La retronasale dà una bella sensazione, con un ritorno di tutto quello che si è sentito prima a naso. Bella persistenza e discreta progressione.

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Incanto 2015

Incanto 2015 – Grecanico in purezza

Il colore è un giallo paglierino. Olfattivamente si sente che è un intruso, lime di limone, pietra focaia, pera kaiser. In bocca è veramente interessante, poichè il Grecanico non è facile da “addomesticare”, una buona acidità, ma non è scorbutica, dà un senso di pienezza. Il fatto che abbia raggiunto i 13% riesce a bilanciare egregiamente l’acidità. Bella la retrolfattiva, buona la progressione.

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Terra di Vento 2014

Terre di vento 2014 – 60% Nerello mascalese, 15% Nocera, 15% Nerello capuccio, 10% Nero d’Avola

Un rosso rubino scarico è il suo colore. Sentirlo nel bicchiere è accattivante, con sentori di cappero, mora, ciliegia sottospirito. L’assaggio fa capire che siamo ancora agli inizi con una tannicità scalpitante che allo stato attuale viene controbilanciata dall’acidità. La persistenza in bocca è più che buona. Con la retronasale si ha una lieve percezione di nota vanigliata (il che significa legno), ma non è invadente.

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Oblì 2013

Oblì 2013 – 60% Nerello mascalese, 15% Nocera, 15% Nerello capuccio, 10% Nero d’Avola

Si presenta nel calice con un rosso purpureo impenetrabile. Il bouquet è di tutto rispetto, elegante ed accattivante, nota iodata, spezie dolci, mora, vaniglia, un pò di pietra focaia. All’assaggio è un vino di corpo, pienezza in bocca con un equilibrio che trova un bel bilanciamento alcolico – tannico – acido. Il passaggio in legno viene confermato con la retrolfattiva, ma non è invadente ma bensì di accompagnamento. Persistenza e progressione discrete.

Fabio Cristaldi

 

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Come per tutte le cose importanti si inizia per gioco e poi... si fa sul serio. È dal 2006 che mi sono appassionato e sono stato introdotto nel mondo del vino, GRAZIE a MIO PADRE. Poi per capire qualcosa in più ho seguito un corso e..... nel 2013 ho conseguito il diploma di sommelier. A tutti coloro che sono appassionati di vino, dico che bisogna sempre provare e degustare vini diversi, cercando di capire quello che il vino ci trasmette, perché il vino non va bevuto! Il vino va degustato!!

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