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Aziende e vini esteri

CHAMPAGNE CHARLES HEIDSIECK




Nel 1851 il giovane Charles-Camille Heidsieck fondò la Maison di Champagne che ancor oggi porta il suo nome, e mantiene quello spirito di comunicatività, coraggio e ricerca dell’eccellenza che contraddistingueva il suo fondatore
.Nel 1852, Charles Heidsieck si recò negli Stati Uniti e inizio a  visitare il New England  e lo Stato di New York . Vide subito il potenziale del mercato americano e cercò un agente per facilitare le sue vendite in quei luoghi. La vendita di Champagne fù stata accolta con ruggente successo e record di vendite.
Quando Heidsieck vi tornò , cinque anni più tardi, fù accolto a New York city con grande sfarzo e grandi feste in suo onore Sui giornali grandi titoli omaggiavano il suo arrivo e si faceva a gara per averlo come ospite nei  continui ricevimenti che si tenevano in suo onore.
  Con questo  viaggio e i successivi, prese forma il personaggio di Champagne Charlie che divenne un appuntamento fisso della scena dell’alta società di New York. 
Nel 1861, Charles Heidsieck  ricevette la notizia della guerra civile  che stava scoppiando negli Stati Uniti. E con oltre la metà del patrimonio della sua società legato a conti non pagati negli Stati Uniti, Heidsieck  lasciò rapidamente Reims e partì per gli Stati Uniti.
Al suo arrivo fu informato dal suo agente di vendita che una nuova legge , approvata dal Congresso , ipediva di vendere nel Nord il cotone acquistato precedentemente al Sud e questo creò una profonda crisi finanziaria.

Charles Heidsieck



Allora Charles Heidsieck , che non riusciva ad essere pagato negli stati del Nord, partì per New Orleans cercando  di essere rimborsato direttamente dai commercianti che aveva ricevuto lo Champagne al Sud. Al suo arrivo nel mese di aprile 1862, trovò la città  quasi in bancarotta e non in grado di pagare i  debiti finanziari. Ma un mercante aveva un magazzino pieno di cotone, che era in forte domanda in Europa, a causa delle carenze causate dal blocco dell’Unione . Heidsieck accettò, il cotone come pagamento e tentò di contrabbandare tale cotone fuori del porto di Mobile, Alabama , con l’uso di due corridori nel blocco navale .
Ordinò alle sue navi di prendere strade diverse, nella speranza che almeno una avrebbe passato il blocco,tuttavia entrambe le navi sono stati intercettate e affondate con tutte le merci distrutte. 
A questo punto, tutte le rotte verso il Nord erano state completamente sigillate allora Heidsieck  si diresse a New Orleans per tentare di noleggiare una barca per il Messico o Cuba nella speranza di fare di nuovo ritorno in Europa. Per facilitare il suo viaggio, il console francese a Mobile gli  diede una valigia diplomatica con la richiesta di consegnare alcuni documenti al consolato a New Orleans.Ma arrivando a New Orleans il 5 maggio 1862,  scopri che la città era caduta nelle mani delle forze dell’Unione e fu immediatamente sequestrato al suo arrivo dal generale Benjamin F. Butler . All’interno della valigia diplomatica che è stata data a Heidsieck dal console francese vi erano documenti  circa la fornitura agli eserciti confederati di tessuti francesi per le loro uniformi.
Nonostante gli appelli di Heidsieck di innocenza e ignoranza dei documenti contenuti, venne accusato di spionaggio e imprigionato a Fort Jackson in Lousiana.
 Il carcere di Charles Heidsieck ha provocato un incidente diplomatico tra il governo francese e quello  degli Stati Uniti in quello che divenne noto come l’incidente di Heidsieck . Più volte, i diplomatici francesi e persino Napoleone III contattarono il presidente Abraham Lincoln  per la liberazione di Heidsieck. Il suo rilascio venne finalmente concesso il 16 novembre 1862. A quel tempo, era in precario stato di salute, e la sua attività in bancarotta allora la moglie svendette la proprietà di famiglia per pagare i suoi debiti. Heidsieck tornò in Francia, demoralizzato .
Nei primi mesi del 1863, Charles Heidsieck fù  avvicinato da un missionario americano con un pacchetto di documenti e una lettera dagli Stati Uniti. La lettera era del fratello dell’ex agente di Heidsieck a New York. L’uom–o si vergognava di come suo fratello aveva ingannato Heidsieck venendo meno ai suoi obblighi e gli offrì una pila di atti di terreni in Colorado come mezzo di rimborso. Si  scoprì che erano atti di proprietà di terra che rappresentava un terzo di un piccolo villaggio conosciuto come Denver , che a breve sarebbe diventata in una delle più grandi e ricche città del West americano . In pochi anni, Heidsieck  riuscì a vendere la terra e a rimborsare tutti i suoi debiti.
Con quello che gli rimase fù in grado di rilanciare la sua casa di Champagne che rapidamente ritornò ad avere il fascino e l’iportanza di una volta.
 Gli  Champagne Charles Heidsieck non lasciano nulla al caso e non si piegano alle mode, mantenendo sempre un proprio stile , originale e riconoscibile che fa dell’eleganza e della ricchezza aromatica qualità irrinunciabili.

Iniziamo a parlare di quelli assaggiati nel nostro incontro con questa importante Maison :


ROSE’ RESERVE : un assemblaggio in parti uguali di Pinot Noir, Meunier e Chardonnay con un 20% di vini di riserva, il delicato colore rosa si ottiene da un 7% di pinot Noir vinificato in rosso,
 piacevolissimo, fascinoso e setoso. Grande garbo con buona struttura e acidità. Al naso frutti rossi di bosco e una leggera nota che vira verso spezie eleganti. In bocca è pane leggermente tostato e frutta di bosco che interagiscono in completa armonia.

Rose Reserve


 BRUT RESERVE MILLESIME 2005 : Champagne destinato meravigliare.

elaborato con vini d’annata per il 60% (1/3 Chardonnay, 1/3 Pinot Noir e 1/3 Pinot Meunier) e per il restante 40% con vini di riserva in medesima quantità Chardonnay e Pinot Noir. Questo Champagne rappresenta il prodotto con più alta concentrazione di vini di riserva – di almeno 10 anni – proposta in una cuvée brut.

Affinamento sui lieviti per almeno 36 mesi.

Al naso si distingue l’intensità, la freschezza e l’aromaticità dei profumi. Al palato si susseguono in un crescendo sinfonico note

fruttate, prima fresche poi quasi candite.
Il finale è fresco, la persistenza sorprendente, quasi esagerata se non fosse armoniosa ed elegante.
Uno champagne dove c’è sempre qualcosa da scoprire…

Brut Reserve Millesime 2005



BLANC DE MILLENAIRES 1995
MEMORABILE, SUBLIME, STRAORDINARIO, INCREDIBILE, EPOCALE…….
Una eccezionale “miscela” dei migliori Grand Cru e Premier Cru della Côte des Blancs. Vive esprimendo il meglio di vini invecchiati fino a 17 anni.
100% Chandonnay, luminosissimo, brillante, dona in maniera inequivocabile tutta la classe e le nobili caratteristiche dello Chardonnay.
Si presenta senza alcun dubbio come uno dei migliori dieci esponenti del “Blanc des Millénaires”.
Affina in bottiglia “sur lies” per almeno 10 anni.
Oro. Splendidamente oro con tenui riflessi verdi. Il perlage è vivace e particolarmente ampio e fine..
Al naso risulta perfettamente bilanciato fra eleganza e ricchezza. Si percepiscono da subito note di sottobosco. L’eccezionale eleganza è espressa da note che si evolvono in the e  tiglio. Ma non è abbastanza. Si arriva in una sequenza meravigliosa ad aromi floreali come il gelsomino. Nel finale arriva una ricca percezione di note di pasticceria, burrose.
Ti fermi, rifletti appagato, felice, e cogli cannella e vaniglia.
Al gusto sembra un miracolo. Piacevole, fresco e pieno. Mi disorienta l’eleganza e la pienezza.
Arrivano biscotti e frutta caramellata, forse albicocca. Sicuramente,
mela cotogna nocciole e cipero dolce.
Mentre tutto questo invade e pervade, si presenta ampia e armoniosa, una nota speziata, piacevolissimo the.
L’assaggio è finito da tempo eppure lui c’è ancora!!!


Blanc de Millenaires 1995



BRUT VINTAGE 2005 :un sapiente assemblaggio elaborato a partire da 60% di pinot noir , in prevalenza dalle montagne di Reims e 40% di Chardonnay dei migliori villaggi della Coté des Blanc .
La cuvée vintage si caratterizza per un affinamento in bottiglia ” sut lies ” per circa 3 anni
il colore è iallo oro , al naso la nocciola appena tostata , la crosta di pane , la nota gessosa , si elevano in modo inaspettato e fanno intuire di aver davanti uno champagne con una personalità assai complessa-
All’assaggio l’equilibrio ti sorprende, e tra i vari aromi si percepisce l’albicocca disidratata i datteri i fichi e tutti insieme avvolgono il palato in modo sublime, con una nota cremosa e lunga che lo rende un degno compagno ad un pasto di altissimo livello.  

Brut Vintage 2005


Giuseppe Garozzo – l’Aristocratico del Gusto
Daniele Moroni

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Scritto da

Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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