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CASALE CENTO CORVI : il vino del Lazio che cresce

Proprietari da tre generazioni di queste terre site nel cuore del territorio  di Cerite , in prossimità di Cerveteri sulla costa laziale, la famiglia Collacciani , solo nel 2001 decide di lanciarsi in un avventura piena di incognite e nuove scoperte, ben lontana da quello che era stato fatto sino ad allora, produrre per il proprio consumo personale e vendere le uve rimanenti alla cantina sociale.
Pensiamo che il Lazio ha avuto la fortuna /sfortuna di avere Roma come grande bacino di smercio del vino  e tutto ciò nel tempo ha portato verso un impostazione quantitativa delle vigne piuttosto che qualitativa, pensando più a soddisfare le grandi masse piuttosto che educare a bere un vino di livello nettamente superiore.
La sfida della famiglia Collacciani  specialmente dei due figli, Costantino che si occupa dei terreni e Giorgial’enologa, supportati dai genitori è stata quella di valorizzare questo territorio, particolarmente vocato all’agricoltura , con le colline che lo proteggono da freddo e vento  e il mare che ne mitiga le temperature.
Sono terreni ricchi di minerali proprio per l’origine vulcanica della zona, e sin da tempi passati gli Etruschi, antichi abitanti della zona , esportavano in tutto il Mediterraneo, il vino che scaturiva da queste terre e svolgeva un trade union della socialità di quei tempi, proprio per il notevole uso che ne veniva fatto nei banchetti.

 

FAMIGLIA

Il progetto della famiglia Collacciani ha avuto  una solida fondamenta nel recupero del vitigno tipico di queste zone il Giacchè o Ciambrusca, un vitigno che da antichi detti si riconduceva allo stesso vino prodotto dagli antichi Etruschi. Parliamo di un vigneto con una resa bassissima, oggi se ne producono solo 3000 bottiglie l’anno, e forse proprio per questa sua mancanza  quantitativa è stato abbandonato nei tempi passati, senza tener conto delle  grandi  qualità organolettiche di questo vino che ne fanno un vino di grandi potenzialità e di enorme longevità.

grappolo giacche

un grappolo di Giacché

All’inizio l’azienda ha puntato su vitigni internazionali, il merlot, il syrah, lo chardonnay, vini maggiormente conosciuti ai croceristi delle grandi navi che giungono al porto di Civitavecchia e giornalmente vengono a fare visita all’azienda.
Una notevole risorsa quella dei croceristi che oltre a scoprire questi vini  divulgandoli in tutto il mondo, possono esser considerati la strada dell’export del Casale Cento Corvi , che a oggi gli ha permesso di non allontanarsi dall’azienda per la commercializzazione, a differenza di quello che accade aquasi tutte le aziende vinicole italiane che sono sempre in cerca di nuovi sbocchi  per la vendita dei vini prodotti.
Infatti parlando con  Fiorenzo , il papà, , vengo a sapere che gran parte della loro produzione viene venduta in Italia , parliamo di circa 200.000 bottiglie l’anno, una perla rara di questi tempi.
Proprio grazie a questo particolare canale di vendita l’azienda ha cercato di promuovere il territorio allacciando contatti con produttori di prodotti tipici della zona e far conoscere sempre più nel Mondo una parte del Lazio  che altrimenti sarebbe trascurato.
Ma torniamo al vino da 3 anni si è intrapresa la strada del percorso biodinamico , per ora con un numero di ettari limitato, circa 8,  con l’obbiettivo di convertire gradualmente tutti e 35 gli ettari che la compongono.
Un percorso non facile anche per i molti dubbi che nutrono i collaboratori esterni ancorati a metodologie tradizionali, ma Costantino è caparbio, ha deciso di seguire questo percorso pur conscio delle difficoltà, sopratutto per la vicinanza dei vigneti al mare  e i risultati fino ad oggi gli stanno dando ragione.

albero

l’albero di olivo intagliato che riempie             la sala di degustazione

L’amore che queste persone hanno per la propria azienda , spesso comun denominatore con tante altre da me visitate in questi anni , me lo hanno mostrato quando parlavamo del loro vino ” lo Scordato ” un trebbiano proveniente da vigne con età media di 25 anni.
Questo vino che  affina in barrique per 12-18 mesi con un batonage settimanale, è stato una sfida dei due fratelli, tanto che Costantino per 6 mesi non lo ha voluto neppure assaggiare.
Ha voluto” scordarlo”,forse  da qui il suo nome,  per paura, per scaramanzia, fino a quando Giorgia gli ha portato un bicchiere con un vino di colore giallo carico , mentre si trovava a lavorare in vigna.
Le sue prime parole dopo averlo assaggiato, all’oscuro di cosa gli fosse stato offerto , è stato : “ di chi è questo vino!“.
La risposta, “ è il tuo “lo ha emozionato così tanto   da far venire a Giorgia  la pelle d’oca .
Sono piccole cose che però mostrano le sensazioni che accompagnano coloro che credono in ciò che fanno, che nutrono speranze, ma generano anche paura per un eventuale insuccesso.
Questo è quello che vorremmo sempre trovare quando si assaggia un vino, un ricordo di ciò che ha provato la persona che lo ha creato, con i suoi difetti e i suoi punti di forza, e quando ciò avviene il successo è enorme.
Veniamo ora a parlare di alcuni dei vini assaggiati :

malvasia

Malvasia I.G.P. Lazio bianco 2015

Malvasia I.G.P. Lazio bianco 2015 
malvasia puntinata del Lazio , età delle piante 6-10 anni, il vino fa solo acciaio
al naso note di anice e fiori bianchi , sul palato una bella nota minerale che dura a lungo anche per la giovinezza del vino , una nota sapida ben integrata.

aura

AURA 2015

AURA 2015 :
vigneto moscato con piante molto giovani 5 anni, fa acciaio a temperatura controllata
al naso ritroviamo le note dolci tipiche del moscato, che ritornano in bocca insieme a quelle minerali derivanti dal territorio, il finale chiude con una nota acidula , nel complesso un vino fresco

scordato

SCORDATO 2014 e 2013 Gran Cru

SCORDATO 2014 e 2013 Gran Cru
il trebbiano che fa almeno 12 mesi di barrique
Due vini che pur con caratteristiche simili mostrano in modo evidente come il clima influenzi il vino, entrambi con note di frutta tropicale e vaniglia al naso, il legno non è troppo invadente, è sul palato che si notano le differenze, il 2013 è ancora scalpitante , la mineralita ancora non domata si integra ad una bella sapidità, un vino con note minerali ancora potenti, il 2014 pur con una bella mineralità sembra più pronto , e questo è dovuto ad un annata più calda della precedente
comunque due buoni vini che in futuro rappresenteranno l’azienda

kantaros

KANTHAROS 2015

KANTHAROS 2015

Sauvignon blanc, eta delle piante 15 anni , maturazione in acciaio a temperatura controllata, il vino più particolare dell’azienda, al naso menta, origano erbe officinali lo caratterizzano in modo evidente, sul palato le stesse erbe emergono in modo netto, ma la mineralità tipica dei vini dell’azienda si integra in modo eccelso. lunga la persistenza.
Occorre dire che risulta pur nel suo equilibrio un vino molto complesso che necessita di un ottimo abbinamento per essere goduto appieno

kattabos

KOTTABOS I.G.P. Lazio rosso 2014

KOTTABOS I.G.P. Lazio rosso 2014

un Merlot in purezza , età delle vigne 15 anni fa barrique per 6 mesi , al naso belle note erbacee, in bocca risulta pulito con la nota minerale non invadente  che rimane a lungo, un vino ben fatto

giacche2009

GIACCHE’ 2009

GIACCHE’ 2009  e 2013 campione di botte
il Giacchè è un vitigno a bacca rossa tipico della zona di Cerveteri , con una resa molto bassa e di difficile gestione , le vigne hanno un età media di 25 anni, fa circa 12 mesi di botti di legno poi 10 mesi di affinamento in bottiglia prima di essere commercializzato
il 2009 si presenta da subito un vino interessante, al naso note di frutta rossa matura, spezie e note erbacee, ma all’assaggio da il meglio di se , grande eleganza note balsamiche , una mineralita che si sente ma non infastidisce e fa pensare ad ancora tanti anni di vita, rotondo, persistente , un vino da avere in cantina
2013 campione di botte, ci troviamo nell’era della biodinamica, e si percepisce , il rosso è intenso , il vino è irruente, la mineralita scalpita e fa gia pensare a quello che diverrà.
Attendiamo con impazienza.
Daniele Moroni

Azienda Casale Cento Corvi
via Aurelia km 45,500
Cerveteri – Roma
tel 06 9903902
email : azienda@casalecentocorvi.it
www.casalecentocorvi.it

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Ha fondato Vinodabere nel 2014. Laureato in Economia e Commercio specializzazione mercati finanziari, si è dedicato negli ultimi dieci anni anima e corpo al mondo del vino. Assaggiatore internazionale di caffè ha partecipato a diversi corsi di analisi sensoriale del miele, vanta diverse esperienze nell'ambito enologico quali la collaborazione con la guida "I vini d'Italia" de l'Espresso (edizioni 2017 e 2018), e la collaborazione con la guida Slow Wine (edizioni 2015 e 2016).

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